I rischi degli psicofarmaci in gravidanza

donna incinta Cosa c’è di più bello dell’attesa di un figlio? A mio parere pochissime altre cose, eppure una donna su 8 ha bisogno di assumere antidepressivi proprio mentre è in dolce attesa. Ma non ci sono rischi? Nuovi studi dimostrano ora che l’assunzione di questo tipo di farmaci potrebbe essere legata anche a potenziali problemi per i nascituri come malformazioni congenite e ipertensione polmonare persistente.

Per questo motivo, gli scienziati ritengono che il ricorso a questi farmaci in gravidanza debba essere valutato caso per caso. Non è possibile, infatti, stabilire una regola univoca: dire che gli psicofarmaci dovrebbero essere negati a chi è incinta è rischioso perché alcune donne potrebbero averne bisogno davvero. Ma anche somministrarli indiscriminatamente può essere altrettanto pericoloso perché non tutti gli organismi reagiscono allo stesso modo.

E poi ci sono appunto i danni per il nascituro. Una futura madre può danneggiare il feto se prende pillole antidepressive, ma può fare altrettanto male – magari in altri modi – se ne fa a meno quando, invece, ne avrebbe bisogno. E allora che fare?

Gli esperti della Società americana di Psichiatria e del Collegio degli Ostetrici e Ginecologi hanno messo sotto esame tutta la letteratura scientifica a riguardo ed hanno concluso che, quando si tratta di donne in gravidanza, il trattamento di prima linea, ovvero il primo approccio deve essere quello della psicoterapia nei casi di depressione lieve o moderata. Per i casi più gravi, invece, i rischi degli antidepressivi vengono considerati bassi. Ma la loro raccomandazione più importante è senz’altro quella di non generalizzare e valutare caso per caso.

Via | The New York Times
Foto | Flickr

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