Maltempo in Italia: colpa dello scioglimento dei ghiacci artici

Maltempo in Italia: colpa dello scioglimento dei ghiacci artici

Il freddo siberiano che ha travolto l'Europa sarebbe provocato dallo scioglimento dei ghiacci artici. Nel post la spiegazione scientifica.

Questa mattina gli italiani si sono svegliati ancora al freddo e al gelo, alcuni bloccati dalla neve che è caduta senza tregua sulle regioni del centro-sud creando non pochi disagi. (Foto Infophoto)

La Protezione Civile ha avvisato che per le prossime ore sono previste ancora nevicate anche in pianura; sono attese precipitazioni nevose su: Emilia Romagna, settori adriatici di Veneto e Friuli Venezia Giulia, Regioni centrali, Campania settentrionale e orientale, settori settentrionali di Basilicata e Puglia e a quote collinari anche nelle restanti Regioni del sud.

Le temperature sono in ulteriore generale diminuzione, con gelate diffuse ed intense al Nord e, specie dalla serata, anche al Centro e nelle zone interne del sud.

Il freddo siberiano andrà avanti per tutta la settimana con il rafforzamento del Lobo canadese del Vortice Polare che provocherà un nuovo rilancio meridiano dell’alta pressione delle Azzorre, portando per venerdì e sabato neve ed il gelo.

Ma cosa sta accadendo? Perché il freddo siberiano ha travolto l’Europa trasformandola in una sorta di cella frigorifera?

Secondo i ricercatori tedeschi dell’Istituto Wegener dell’Associazione Helmholtz -riporta il Corriere – il freddo gelido sull’Europa dipende dallo scioglimento estivo record della calotta del polo Nord che modifica la circolazione atmosferica artica.

Come spiega il Corriere, nello studio in questione viene spiegato che il ghiaccio artico riflette nell’atmosfera gran parte della luce solare che riceve. Se la banchisa si scioglie, il calore del sole riscalda l’oceano che, tra l’altro, è più scuro del ghiaccio e assorbe molto più calore. La copertura ghiacciata, inoltre, impedisce che il calore immagazzinato dagli oceani sia poi rilasciato nell’atmosfera riscaldandone gli strati inferiori.

L’aria riscaldatasi più del normale, soprattutto in autunno e in inverno quando l’oceano è più caldo dell’atmosfera, tende a salire rendendo instabile la colonna atmosferica e alterando così i meccanismi che regolano la pressione e la circolazione dell’aria.

Uno di questi meccanismi – spiega sempre il Corriere – controlla le differenze di pressione tra l’Artico e le medie latitudini: le basse pressioni intorno all’Islanda e l’anticiclone delle Azzorre. Se la differenza di pressione tra le due strutture resta alta, i venti occidentali portano aria più calda e umida dall’Atlantico sull’Europa. Se invece la differenza di pressione è minore, i venti occidentali non arrivano – o arrivano con meno intensità – non riescono a impedire che le masse artiche gelate si possano espandere sul continente come è avvenuto negli ultimi due inverni.

Qui la gallery fotografica (clicca sulle immagini per scorrerle tutte!) di Roma sotto la neve:

 Balduina neve 4 febbraio 2012 Balduina neve 4 febbraio 2012 Vespa neve 4 febbraio 2012 Sampietrini neve 4 febbraio 2012   piazza navona neve 4 febbraio 2012 Prati neve 4 febbraio 2012 bicicletta neve 4 febbraio 2012  monteverde neve 4 febbraio 2012  

LINK UTILI:

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