Louis Kervran, uno scienziato dimenticato/2

Louis Kervran, uno scienziato dimenticato/2

Tra il 1959 e il 1961 Louis Kervran conduce varie ricerche e esperimenti sui comportamenti apparentemente anomali (vedil post precedente) che si osservavano negli organismi viventi e giunge alla conclusione che in quei casi avveniva una trasmutazione atomica, cioè il passaggio da un elemento ad un altro. A differenza però di quanto avviene in fisica […]

Tra il 1959 e il 1961 Louis Kervran conduce varie ricerche e esperimenti sui comportamenti apparentemente anomali (vedil post precedente) che si osservavano negli organismi viventi e giunge alla conclusione che in quei casi avveniva una trasmutazione atomica, cioè il passaggio da un elemento ad un altro.

A differenza però di quanto avviene in fisica con la fissione nucleare – nella quale, bombardando alla cieca con miliardi di protoni i nuclei atomici, si formano casualmente nuovi elementi – in biologia, lo stesso fenomeno avrebbe luogo a deboli energie attraverso l’azione di enzimi che, modificando la struttura molecolare della cellula, renderebbero possibile la trasmutazione degli elementi.

L’ipotesi metteva in crisi principi basilari della fisica e della chimica come la legge di conservazione della massa di Lovoisier e quella che le trasmutazioni di elementi potessero aver luogo soltanto con reazioni a forte energia cioè con un’esplosione atomica.

La scienza ha preferito semplicemente ignorare Kervran, ma non ha osato espellerlo come eretico poiché, anche se metteva in discussione le teorie stabilite, i fatti davano ragione a lui.

In Cento modi per guarire Alberto Lodispoto e Giuliano Ferrieri così sintetizzano questi fatti:

  • Il calcio, nella gallina, veniva proprio dalla silice: la silice spariva perché i suoi atomi si trasmutavano, biologicamente, in atomi di calcio. A riprova, dimostrò Kervran: impedendo alla gallina di una regione noncalcarea di cibarsi di silicio (nella mica) le uova uscivano da lei «molli, senza il guscio».
  • Il potassio, negli operai, veniva dal sodio: togliendo alla loro alimentazione il sale (che, nella trasformazione in potassio, «eliminava calore» e abbassava quindi la temperatura del corpo) quegli stessi operai andavano subito soggetti a colpi di calore.
  • L’ossido di carbonio che uccideva i lavoratori delle fornaci veniva dall’azoto dell’aria, il cui atomo alle altissime temperature della fiamma ossidrica perdeva un nucleone trasformandosi appunto nel micidiale CO. Kervran modificò l’attrezzatura degli operai, munendo i saldatori di una maschera con un cannello di presa d’aria che girasse loro dietro le spalle (in modo che essi non respiravano più dell’azoto trasformato in ossido di carbonio), e i casi mortali cessarono subito di verificarsi; oggi, per inciso, tutte le acciaierie del mondo usano il «cannello Kervran».

Scoperte a dir poco rivoluzionarie ma conosciute e utilizzate da pochissimi. Si narra che Kervran venisse invitato di nascosto, con sotterfugi, a parlare nelle Università da professori che lo stimavano. Na nella maggior parte degli atenei gli studenti sono da sempre rimasti all’oscuro di quello che viene da alcuni definito effetto Kervran. [II – continua]

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