PIL o qualità della vita?

PIL o qualità della vita?

“Il PIL misura tutto eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”. Così si esprimeva Robert Kennedy in un discorso del 18 marzo 1968 presso l’Università del Kansas sulla reale ricchezza delle Nazioni. Tre mesi dopo fu assassinato. Il PIL non può quantificare la salute e i diritti umani né rappresentare la […]

“Il PIL misura tutto eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”. Così si esprimeva Robert Kennedy in un discorso del 18 marzo 1968 presso l’Università del Kansas sulla reale ricchezza delle Nazioni. Tre mesi dopo fu assassinato.

Il PIL non può quantificare la salute e i diritti umani né rappresentare la giustizia sociale di una nazione. Come dice Rudy Bandiera in questo post riferendosi alla situazione italiana: “Paesi come l’Irlanda o l’Austria che hanno dei PIL nemmeno paragonabili al nostro (10 volte meno) hanno una redistribuzione della ricchezza che funziona e un costo della vita calmierato che permette una qualità della vita stessa decisamente alta (…) il PIL è un importante indicatore della ricchezza prodotta da un paese, ma non per questo deve essere preso come spunto unico su cui lavorare per donare benessere e parità sociale ad un popolo. Se il prodotto interno lordo calasse di un punto annuo ma nello stesso anno la redistribuzione della ricchezza avvenisse in maniera più saggia, la ricchezza complessiva delle persone sarebbe maggiore”.

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