Klamath e metabolismo degli zuccheri

Klamath e metabolismo degli zuccheri

Come abbiamo visto nel post precedente gli zuccheri della Klamath, anche se si tratta di quantità minime, sono di un tipo che è ben assimilato e utile all’organismo. Purtoppo nell’alimentazione corrente prevalgono soprattutto carboidrati raffinati e zuccheri “rapidi” cioè il glucosio e il saccarosio, con i quali si corre il rischio concreto di logorare il […]

Come abbiamo visto nel post precedente gli zuccheri della Klamath, anche se si tratta di quantità minime, sono di un tipo che è ben assimilato e utile all’organismo.

Purtoppo nell’alimentazione corrente prevalgono soprattutto carboidrati raffinati e zuccheri “rapidi” cioè il glucosio e il saccarosio, con i quali si corre il rischio concreto di logorare il pancreas che ha il compito di contenere la concentrazione di glucosio nel sangue entro valori fisiologici.

Nel metabolismo glicidico è infatti fondamentale il ruolo svolto dall’insulina, ormone la cui funzione fondamentale è la trasformazione degli zuccheri in energia (glicogeno). L’insulina ha come funzione ulteriore e fondamentale quella di immagazzinare gli zuccheri (carboidrati) in eccesso – quando non possono più essere trasformati direttamente in energia – in riserve di grasso. L’uso eccessivo e prolungato di zucchero e carboidrati raffinati nel corso degli anni provoca uno squilibrio cronico del metabolismo insulinico.

L’uso regolare dell’alga Klamath è perciò oggi importante perché mette a disposizione dell’organismo tutta una serie di nutrienti essenziali (acidi grassi, aminoacidi, vitamine, oligoelementi) che svolgono le funzioni di riequilibrio del metabolismo insulinico, di riduzione dell’appetito e delle voglie di zuccheri, e facilitano anche lo smaltimento dei grassi accumulati. Alcuni interessanti studi lo confermano, ne parliamo nel prossimo post.

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