Cane le strappa un labbro, guarita grazie alle sanguisughe

sanguisughe

Le sanguisughe, un tempo utilizzate per praticare salassi o per curare disturbi più o meno reali (come i malumori femminili), tornano a far parlare di loro in ambito medico. I chirurghi del Policlinico di Milano le hanno infatti utilizzate per ridare il sorriso a una giovane donna cui un cane ha strappato un labbro con un morso.

A circa due anni dall'incidente, i medici si dicono soddisfatti dai risultati della combinazione fra la moderna chirurgia e una pratica antica e ormai quasi caduta in disuso. Secondo i chirurghi della Unità operativa complessa di chirurgia maxillo-facciale dell'ospedale meneghino

i risultati estetici sono stati soddisfacenti in termini di forma, colore della cute, e guarigione delle ferite. Da un punto di vista funzionale, si sono ottenuti un adeguato recupero della continenza orale e mobilità del muscolo orbicolare della bocca.


Ripercorrendo la vicenda, i medici del Policlinico raccontano che la donna è arrivata da sola al pronto soccorso con il labbro che le è stato staccato dal cane, conservato in un po' di ghiaccio. Una situazione con cui un medico non si trova ad avere a che fare molto spesso. Per di più i danni riportati dalla donna erano molto gravi e richiedevano, spiega il Policlinico in una nota,

una ricostruzione micro-chirurgica molto delicata: il morso del cane ha praticamente distrutto i vasi sanguigni, e questo rende molto più complicato ripristinarne le funzioni.

Per far sì che il sangue riprendesse ad entrare nel labbro i chirurghi hanno creato nuove connessioni tra i vasi. Purtroppo, però, non è stato possibile fare la stessa cosa con le vene che avrebbero dovuto riportare il sangue dalla labbra al cuore.

Per far fronte a questa situazione durante l'intervento i medici hanno deciso di non ricucire in modo troppo stretto il labbro e di evitare il ristagno del sangue permettendo il sanguinamento. Una volta fuori dalla sala operatoria sono scese, invece, in campo le sanguisughe.

La Hirudo medicinalis (questo il nome della specie di sanguisuga utilizzata) è innocua per l'uomo, ma si nutre del suo sangue. Per farlo preme la ventosa che circonda la sua cavità orale sulla superficie del corpo e secerne l'irudina, una sostanza che impedisce la coagulazione del sangue.

Sfruttando la necessità di nutrirsi del piccolo animale i medici hanno continuato a drenare il sangue che si sarebbe altrimenti accumulato nel labbro. Il tutto sostituendo gli animaletti ogni 2 ore per 12 giorni, durante i quali la donna ha avuto bisogno di 7 trasfusioni di globuli rossi concentrati.

Dopo 18 giorni di ricovero la vittima del morso è tornata a casa con il suo labbro riattaccato. Certo, ha dovuto continuare ad assumere farmaci per altri 30 giorni, ma non per questo si può dire che le sanguisughe non siano state determinanti nella guarigione.

Via | Ais
Foto | Flickr

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