Influenza e diabete, scienziati italiani svelano il legame

influenza e diabete

Scoperto il legame tra influenza e diabete: il virus che minaccia la salute all'arrivo di ogni inverno riesce a infettare le cellule del pancreas, dove si riproduce anche all'interno degli elementi cellulari responsabili della produzione di insulina, ormone indispensabile per non sviluppare il diabete. Compromettendo il buon funzionamento di queste cellule l'influenza potrebbe scatenare questa malattia negli individui già predisposti a svilupparla.

A formulare l'ipotesi è Ilaria Capua, virologa dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (Legnaro, Padova) e coordinatrice dello studio che ha portato alla scoperta. Secondo quanto riportato sulle pagine del Journal of Virology, l'obiettivo di Capua e colleghi era quello di verificare se i virus dell'influenza A compromettessero la salute del pancreas umano così come fanno negli animali. Ricerche precedenti hanno, infatti, dimostrato che in alcuni modelli sperimentali questi microbi scatenano forme di pancreatite.

Gli esperimenti condotti nell'ambito di questo nuovo studio hanno dimostrato che quando viene infettato dal virus dell'influenza il 50% dei tacchini accumula nel sangue l'enzima lipasi. Ciò corrisponde alla presenza di problemi al pancreas che si trasformano in un accumulo di glucosio nel sangue e, infine, in diabete vero e proprio. Inoltre l'analisi del pancreas ha svelato che l'infezione porta alla distruzione dell'organo.

I tacchini sono stati infettati con virus influenzali non letali, simili a quelli che colpiscono l'uomo

ha spiegato Capua.

In esperimenti successivi gli autori hanno scoperto che alcuni virus influenzali, incluso il noto H1N1, riescono ad infettare sia colture di cellule di pancreas umano, sia i gruppi di cellule pancreatiche responsabili della produzione di insulina. Per questo gli scienziati hanno concluso che

l'infezione da parte dell'influenza può giocare un ruolo come agente causale della pancreatite e del diabete nell'uomo e in altri mammiferi.

Secondo Capua questi risultati

sono i primi mattoni per cominciare a lavorare in questa direzione.

Un'eventuale conferma di questa ipotesi aiuterebbe a fronteggiare soprattutto i problemi economici e sociali associati al diabete di tipo 1, quello che colpisce, in genere, in età giovanile.

Via | Journal of Virology
Foto | Flickr

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