Mal di schiena, i pro e i contro del riposo a letto

mal di schiena

Il riposo a letto prolungato non è la scelta più adatta per sconfiggere il mal di schiena. Secondo gli esperti dell'Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti), quando il dolore si acutizza stando seduti o in piedi basta rimanere poche ore al giorno sdraiati, per non più di due giorni, altrimenti si rischia solo di peggiorare la situazione.

Se, infatti, è vero che il letto aiuta a ridurre al minimo lo stress cui è sottoposta la schiena, stare sdraiati troppo a lungo indebolisce i muscoli, inclusi quelli che servono a dare supporto alla stessa schiena. Non solo, indugiare troppo tra cuscini e lenzuola può favorire problemi gastrointestinali e lo sviluppo di coaguli nelle vene. Viceversa, riprendere a muoversi e a lavorare prima possibile aiuta a riprendersi più in fretta.

Nonostante la realtà dei fatti sia questa, un recente studio pubblicato sulla rivista Pain dai ricercatori dell'University of London (Egham, Regno Unito) ha svelato che molti specialisti (fisioterapisti, osteopati e chiropratici) continuano a prescrivere il riposo proprio per curare il mal di schiena.

Tamar Pincus, primo autore della ricerca, ha spiegato che fra i professionisti interpellati

pochissimi visitano il luogo di lavoro dei pazienti, e questo è molto negativo: sappiamo infatti che è assai utile intervenire in ufficio per modificare parametri che possono incidere sul mal di schiena, come l'ergonomia di sedie e scrivanie.

Per ridurre i costi delle assenze dal lavoro e consentire ai pazienti di non “immobilizzarsi”, come consigliano le linee guida, è opportuno che i professionisti quantomeno si informino bene sul tipo di impiego dei pazienti e offrano consigli adeguati a garantire una buona permanenza in ufficio nonostante il mal di schiena.

Quando, invece, a casa ci si sdraia sul letto o sul divano, bisogna cercare di assumere la posizione più comoda possibile, riducendo le tensioni cui è sottoposta la schiena mettendo un cuscino sotto la testa o fra le ginocchia quando si sta sul fianco, sotto alle ginocchia quando si sta a pancia in su e sotto alle anche quando si sta a pancia in giù.

Queste posizioni, spiegano gli esperti di Boston, riducono le forze che insistono su vertebre, legamenti e muscoli della schiena quando si sta seduti o in piedi.

Via | Harvard Medical School
Foto | Flickr

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