Influenza, ecco perché proteggersi con il vaccino anche in gravidanza

influenza in gravidanza

Anche le donne incinte dovrebbero vaccinarsi contro l'influenza che sta per arrivare. Le conseguenze dell'infezione potrebbero, infatti, mettere in serio pericolo l'esito della gravidanza. A consigliarlo sono gli esperti dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (Stati Uniti), che in un recente rapporto sul ricorso al vaccino antinfluenzale hanno rivelato che durante le ultime stagioni influenzali circa il 50% delle donne in dolce attesa non ricorre a questo strumento di prevenzione.

Durante una teleconferenza cui hanno partecipato i principali gruppi medici statunitensi, Laura Riley, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia del Massachussetts General Hospital, ha spiegato che

le donne incinte corrono un rischio 5 volte maggiore di ammalarsi seriamente se prendono l'influenza durante la gravidanza o immediatamente dopo il parto. Sfortunatamente, abbiamo visto donne perdere i bambini in queste condizioni.


William Scahffner, esperto di Medicina Preventiva della School of Medicine della Vanderbilt University, ha aggiunto che sottoporsi al vaccino durante la gravidanza protegge il bambino anche nei primi sei mesi dopo la nascita, quando non può essere vaccinato contro l'influenza. Gli anticorpi materni passano, infatti, al bambino tramite la placenta.

Anche le istituzioni italiane sembrano d'accordo con questi consigli. Il Ministero della Salute include fra i soggetti cui è raccomandato il vaccino anche le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza o che saranno in questa fase della gestazione nel pieno dell'epidemia, precisando che

i vaccini antinfluenzali sono a base di virus uccisi o di subunità e non comportano quindi, in nessuna fase della gravidanza, i rischi connessi all’impiego di vaccini a base di virus viventi attenuati.

In realtà il Ministero spiega che il vaccino inattivato può essere somministrato durante tutta la gravidanza, perché gli studi condotti finora non hanno evidenziato effetti negativi sul bambino. I dati riguardanti i rischi della somministrazione nei primi 3 mesi della gestazione sono, però, scarsi. Per questo deve essere il medico curante, dopo aver valutato attentamente i rischi e i benefici, a consigliare alla futura mamma se ricorrere o meno al vaccino in questa fase.

Per la stagione 2012-2013 la campagna vaccinale partirà a metà ottobre.

Via | WebMD
Foto | Flickr

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