Cham 2012, il progresso alimenta il benessere, ma è frenato dalla paura

progresso e benessere

Abbiamo già avuto modo di parlarne: i risultati del sesto Barometro salute presentato durante la Cham (Convention on Health Analysis and Management) di Chamonix (Francia) hanno svelato che per gli Italiani benessere è sinonimo di buona salute. Tuttavia, quello di benessere è ben lontano dall'essere un concetto universale. E' questa la conclusione cui sono giunti gli esperti che hanno discusso di questa tematica proprio durante la Cham. Al termine delle due giornate di lavori è, però, emerso un punto comune a tutte le concezioni di benessere presenti nelle società occidentali: il principale motore del benessere è il progresso.

Un progresso che, come ha spiegato Claudia Senik, docente alla Sorbona di Parigi e alla Paris school of economics, può risiedere anche nella semplice consapevolezza che il domani sarà migliore dell'oggi, ma che, allo stesso tempo, viene frenato dalla paura scatenata dai rischi associati ai cambiamenti necessari per il progresso stesso.

Secondo Senik

l'avversione alla perdita è tale per cui si tiene di più ad una cosa quando la si ha che quando la si potrebbe avere.

Questo tipo di atteggiamento fa sì che anche i progressi della scienza siano considerati portatori di minacce per la salute piuttosto che di soluzioni. Oggi, hanno spiegato gli esperti,

sappiamo un sacco di cose e non crediamo a queste cose. Tutto ciò porta a un'angoscia terribile.

Insomma, se, da un lato, il progresso è alla base del benessere, dall'altra la paura dell'innovazione limita fortemente ogni miglioramento del benessere stesso.

Nonostante ciò, rimane il fatto che per tutti gli Italiani intervistati il miglioramento del benessere registrato negli ultimi anni è dovuto soprattutto ai progressi nella medicina. Ciò con cui sembra inevitabile dover fare i conti è che se è vero che la scienza progredisce costantemente, l'applicazione di questi progressi alla realtà non è immediata e che, come ha sottolineato Claude Allegre, ex ministro francese della ricerca,

non può esserci il benessere se la nostra testa è piena di paura per il futuro.

Foto | Flickr

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