La cura della vitiligine con metodo IDI è davvero efficace?


La vitiligine è una malattia della pelle, non pericolosa, ma esteticamente poco piacevole. È causata dalla perdita naturale della melanina (il pigmento che dona la colorazione e che soprattutto protegge dai raggi solari) e provoca delle macchie bianche e irregolari sulla cute. Si può manifestare in qualsiasi zona, ma esistono dei punti in cui è più frequente, come il volto, le mani, i gomiti, le ginocchia, l’inguine.

Le cause che stanno alla base di questa malattia sono ancora sconosciute. Ci sono ovviamente diverse teorie allo studio. Alcuni esperti sostengono che la vitiligine sia una malattia autoimmune. Quello che è abbastanza sicuro è che i bimbi con diabete, problemi alla tiroide siano maggiormente esposti al rischio. È importante però ricordarsi che si tratta di un disturbo contagioso. Come si cura?

Prima di tutto è importante usare filtri solari, per proteggere la pelle da eventuali tumori, perché ovviamente è più fragile e vulnerabile. Nelle prime fasi della malattia a volte vengono prescritte pomate al cortisone. Sicuramente tra i migliori centri italiani c’è l’IDI di Roma (l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata), che propone l’autotrapianto con cellule coltivate in vitro nella vitiligine stabile.

Chi può provare questa tecnica? I pazienti che non abbiano risposto ad almeno due terapie mediche tradizionali, eseguite scrupolosamente;
non presentino fenomeni autoimmunitari (malattie autoimmunitarie o autoanticorpi circolanti) e 
presentino una vitiligine stabile da almeno 2 anni (ovvero senza nuove chiazze). Come avviene il trapianto? Viene prelevata della cute dello spessore da 1 a 3 cm cubi, l’epidermide depigmentata viene rimossa con un laser e viene applicata al paziente la pelle amplificata in vitro. Il ricovero è di circa una settimana. Per maggiori informazioni, conviene contattare direttamente l’IDI.

Via| Farmaco&Cura

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