In compagnia è più facile smettere di fumare

Smettere di fumare è più facile in compagnia, la solitudine rende tutto più difficile e si crea un circolo vizioso.

fumo e solitudine

C’è una relazione diretta tra la solitudine e il fumare? Si fuma di più perché ci si sente soli o si sta più soli perché si fuma? La verità sta in mezzo probabilmente ma sono tutte dinamiche da considerare e che possono aiutare a elaborare strategie mirare per aiutare le persone a smettere di fumare. Il fumo è la principale causa di morte prematura evitabile e smettere allunga la vita a ogni età e in qualunque condizione di salute.

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Bristol e pubblicato su Addiction ha dimostrato che c’è un nesso tra la solitudine prolungata e il fumo, una correlazione di bi-direzionalità, in cui il fumare è effetto della solitudine ma anche una causa di solitudine.

Lo studio è stato fatto tramite la randomizzazione mendeliana, un metodo statistico che utilizza i dati genetici di moltissime persone per determinare se c’è una relazione di causa ed effetto tra un fattore di rischio e una malattia. I risultati confermano quello che sapevamo già e cioè che la solitudine porta a una maggiore propensione a iniziare a fumare e anche una minore probabilità di smettere.

Studi simili sono stati fatti più volte nel corso degli anni e anche ultimamente durante e dopo il lockdown, dove è emerso che in questi mesi di distanziamento sociale chi già fumava, lo ha fatto di più.

La solitudine fa male e rende più facile iniziare a fumare e molto più difficile smettere. Le limitazioni al fumo in locali, ristoranti, cinema, teatri e in generale nei luoghi di aggregazione, tendono a far rimanere a casa i fumatori che quindi alimentano la loro solitudine.

È un circolo vizioso che si dovrebbe smantellare con terapie e supporti mirati, ma anche con l'aiuto dei propri cari.

Foto | Pixabay
Via | repubblica

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