Mascherine Ffp2 contraffatte: Irene Pivetti nel ciclone di un maxi sequestro

La Guardia di Finanza sequestra un maxi carico di mascherine Ffp2 provenienti dalla Cina all'aeroporto di Malpensa, con marchio CE contraffatto

Irene Pivetti sequestro

La Procura di Savona sta ancora indagando sulla vicenda, per capire da dove abbia avuto origine la produzione di un maxi carico di mascherine protettive Ffp2 contraffatte provenienti dalla Cina, bloccate all'aeroporto di Milano Malpensa dalla Guardia di Finanza. Si sa ancora poco, ma nelle indagini spunta un nome noto, quello di Irene Pivetti, politica italiana ed ex Presidente della Camera nel 1994.

Tale baraonda sembra abbia avuto origine già ad inizio aprile, in piena emergenza Coronavirus, quando nel savonese iniziano a fioccare denunce ai danni di farmacisti pronti a vendere mascherine protettive con ricarichi fino al 250%. Da lì l'allarme della Procura di Savona e le indagini della Guardia di Finanza, che riesce a risalire alla scorta stivata in un hangar del terminal 2 dell'aeroporto milanese, dove tuttora giace.

Le mascherine sarebbero anche prive delle regolari certificazioni CE, quindi l'ipotesi di reato diventa la violazione dell'art. 515 del codice penale, frode nell'esercizio del commercio. Il che si tradurrebbe, qualora il fatto non con costituisse più grave reato, in reclusione fino a 2 anni e pagamento di un'ammenda pecuniaria.

Cosa c'entra Irene Pivetti in tutto questo? La ex presidente della Camera sarebbe amministratore unico della società Only logistic Italia Srl, l'azienda impegnata a distribuire le mascherine in questione sul nostro territorio e che avrebbe anche siglato un contratto da 30 milioni di euro con la Protezione Civile, per un ammontare di 15 milioni di mascherine.

Sulle pagine del Corriere, la diretta interessata parla di regole cambiate in corsa. Le parole testuali di Irene Pivetti:

La mia società ha iniziato a importare questa partita sulla base della legislazione prevista dal decreto legge del 2 marzo, che poi è stata recepita in senso assai restrittivo nel Cura Italia. Noi abbiamo rispettato quanto previsto dal contratto con la Protezione civile, soltanto che poi le regole sono cambiate in corsa, affidando all’Inail la competenza di certificare i dispositivi di protezione

Irene Pivetti

La Procura di Savona, sotto la direzione di Ubaldo Pelosi, continua ad indagare nel tentativo di fare chiarezza sulla situazione.

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