Per sconfiggere il Coronavirus serve un patto intergenerazionale

Per sconfiggere il Coronavirus e tornare alla normalità serve un patto intergenerazionale: tutti dobbiamo fare la nostra parte.

Per sconfiggere il Coronavirus serve un patto intergenerazionale

L’OMS ha dichiarato che infezione da Coronavirus, il Covid-19, è diventata una pandemia. Noi lo abbiamo sempre detto che bisogna fare attenzione e evitare ogni tipo di rischio ma in questi giorni c’è stata troppa leggerezza e in tanti non hanno capito che bisogna stare a casa e uscire il meno possibile. Per fare in modo che tutti rispettino le regole anche il Governo ha dato misure sempre più restrittive per convincere e obbligare tutti a stare a casa, proprio ieri sera il Premier Conti ha ristretto ancora di più le norme del decreto per evitare che le persone stiano in giro.

Al momento sono autorizzati a stare aperti solo gli esercizi pubblici di prima necessità, vale a dire supermercati, farmacie e poco altro. Dobbiamo tutti rispettare le regole e non usare le finestre di libertà per uscire di casa e vedere gente. Il fatto che le farmacie siano aperte non vuol dire che dobbiamo andarci tutti i giorni e lo stesso vale per i supermercati, è necessario stare a casa e uscire il meno possibile.

E se vediamo cose che non vanno dobbiamo denunciare e parlare perché ne va della salute di tutti noi. In Lombardia la situazione è esplosa da un giorno all’altro, dobbiamo metterci tutti i mezzi per contenere l’infezione ed evitare che si propaghi ancora di più, anche nelle regioni in cui ci sono meno casi. Serve un vero patto tra le generazioni, tutti dobbiamo collaborare per tornare alla normalità il prima possibile.

Claudio Mencacci, past-president della Società italiana di psichiatria, ha spiegato:

“Serve un patto intergenerazionale, che comprenda tutte le generazioni per continuare ad andare avanti. I giovani hanno già in molti casi scarso il concetto di aiuto alle generazioni precedenti qui non si tratta di fornire aiuto, si tratta di fare del male. Per cui il messaggio è che dove non arriva il senso di responsabilità, deve arrivare il concetto di obbligo”.

Claudio Mencacci

Lo Stato sta facendo tutto ciò che è in suo potere per obbligarci a stare a casa, a proteggerci e a proteggere gli altri, sta a noi rispettare le regole e fare qualche sacrificio per il bene di tutti. A 4 anni, a 16 anni, a 50 e anche a 80, l’impegno è per tutti.

Foto | Pixabay
Via | Ansa

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