La solitudine può aumentare il rischio di infiammazione cronica

Una ricerca condotta esperti della Brunel University a Londra ha dimostrato che la solitudine può aumentare il rischio di infiammazione cronica.

solitudine e infiammazione cronica

Isolamento sociale e solitudine possono essere pericolosi e andrebbero sempre evitati perché sono strettamente collegato a un aumento dell’infiammazione cronica in tutto l'organismo. Uno studio condotto dagli esperti della Brunel University a Londra e pubblicato sulla rivista Neuroscience & Biobehavioral Reviews ha dimostrato che stare troppo da soli fa aumentare il rischio di patologie cardiovascolari, demenza, depressione e tante altre malattie.

L'infiammazione cronica è causata da tante condizioni fisiche e psiche, che sono tutte aggravate dall’isolamento sociale e dalla solitudine. A volte è la società a farci sentire estranei, altre volte anche tendiamo a escluderci, a uscire poco e a non interagire con gli altri.

In pratica subiamo lo stress che ci provoca questa condizione e, pian piano, aumenta il nostro stato di infiammazione, che ci rende nervosi e che prova anche delle disfunzioni del sistema immunitario. A livello fisiologico si nota un aumento dei valori della proteina C-reattiva e del fibrinogeno. Per valutare i valori della proteina C-reattiva basta fare delle normali analisi del sangue in cui si controlla anche lo stato infiammatorio.

In questi giorni in cui siamo costretti a rivedere le nostre abitudini e a rinunciare a una parte della nostra vita sociale, può capitare di sentirsi soli soprattutto se si sta molto a casa. Proprio per questo motivo non devono mancare i “contatti” con gli altri: le telefonate tra parenti e amici, i sorrisi sul pianerottolo o dal balcone e tutti i gesti di solidarietà che possiamo fare, anche a chi conosciamo poco.

Foto | Pixabay
via | ansa

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