Coronavirus, le parole da conoscere per capire l'infezione

Le parole, così come le immagini, sono importanti, specialmente quando si parla di una situazione delicata come quella che si è venuta a causa del Coronavirus. Ecco dunque quali sono le parole da conoscere per comprendere meglio cosa sta effettivamente accadendo.

Coronavirus

Quando si parla di Coronavirus, le parole hanno una grande importanza, in particolar modo in questi giorni, in cui usare una parola al posto di un’altra rischia di alimentare ulteriormente paura e allarmismi nel nostro Paese. Ma quali sono esattamente le parole che bisognerebbe conoscere, quando si parla di Coronavirus? In questi giorni abbiano spesso sentito parlare di “pazienti asintomatici”, ma anche e soprattutto di “epidemia” e “pandemia”. Qual è la differenza fra queste ultime due parole?

Di seguito potrete trovare il significato di alcuni dei vocaboli più comunemente utilizzati in Tv e on line, in modo da comprendere meglio cosa sta accadendo e tenere a bada paura e allarmismi.

Coronavirus: le parole da conoscere




  • Coronavirus: con il termine "Coronavirus" si indica una famiglia di virus che possono provocare malattie che vanno dal raffreddore a quelle più gravi, come la Mers e la Sars. il loro aspetto al microscopio elettronico è simile a quello di una corona, ed è da qui che deriva il nome di questi virus. I Coronavirus possono infettare l'uomo ed alcuni animali.

  • COVID-19: con la parola Covid-19 si indica la malattia provocata dal nuovo Coronavirus. "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" è l'anno in cui la malattia si è manifestata per la prima volta.

  • Focolaio epidemico, Epidemia o Pandemia? Detto ciò, qual è la differenza fra queste tre parole tanto spesso usate negli ultimi giorni sui notiziari e nei giornali on line? Si parla di focolaio epidemico quando una malattia infettiva provoca un aumento nel numero di casi in una comunità o regione circoscritta. Si parla invece di epidemia quando vi è una manifestazione frequente e localizzata di una malattia infettiva trasmessa dal virus. Si tratta di una condizione che si verifica quando il paziente malato contagia più di una persona e la malattia si diffonde in modo rapido. Questo è ciò che è accaduto a Wuhan e nella regione dell’Hubei in Cina, dove non si può parlare solamente di focolaio epidemico. Per finire, si parla di pandemia quando la malattia si diffonde in più continenti e in vaste zone del mondo, mettendo a rischio la salute dell'intera popolazione mondiale. Secondo l’OMS, al momento la diffusione del nuovo coronavirus non rientrerebbe nella classificazione di pandemia.

  • Periodo di incubazione: quando si parla di periodo di incubazione si indica il periodo di tempo che passa dal contagio fino alla manifestazione dei sintomi. Nel caso del nuovo Coronavirus, tale periodo va dai ai 14 giorni.

  • Quarantena: a questo punto, quando si parla esattamente di quarantena? E quando questa misura diventa necessaria per la prevenzione della diffusione della malattia? La quarantena è innanzitutto un periodo di isolamento che può avere una durata variabile. Si tratta di una strategia che prevede l’isolamento per il periodo di incubazione della malattia, a cui sono sottoposti generalmente coloro che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di determinate malattie, come il COVID-19 in questo caso, ovvero coloro che potrebbero portare i germi responsabili di malattie infettive.

  • Soggetti “asintomatici”: parliamo innanzitutto dei cosiddetti “soggetti asintomatici”, ovvero delle persone che, nonostante siano affette da una malattia, non presentano sintomi evidenti. Questa fase si chiama”di incubazione”, e termina quando il soggetto manifesta i primi sintomi. In alcuni casi, una malattia può rimanere asintomatica per lungo tempo, anche per sempre. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che, al momento, sono soprattutto i pazienti che manifestano i sintomi della malattia da coronavirus SARS-CoV-2 a contagiare più frequentemente le persone.


via | Il Fatto alimentare, Bag.admin.ch, Salute.gov.it
Foto da Pixabay

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