Spot contro violenza ai medici: "E poi la vita chi te la salva?"

"E poi la vita chi te la salva?" ecco lo spot contro violenza ai medici per sensibilizzare tutti al rispetto e all'educazione.

Spot contro violenza ai medici

Le aggressioni contro i medici e il personale sanitario sono sempre più frequenti, spesso i pazienti o i loro parenti si scagliano con violenza su chi sta lavorando perché convinti di aver subito un torto o perché non riescono a gestire un dolore troppo grande. È stata lanciata una campagna dedicata proprio alla violenza contro gli operatori sanitari, promossa dalla Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Lo spot è molto bello e si intitola “E poi la vita chi te la salva?” una frase emblematica seguita da “Chi aggredisce un medico ferisce tutti noi. Chiudiamo questa ferita per sempre”.

Nel 2018 sono stati registrati e denunciati ben 1.200 i casi di violenza ai danni di medici e personale sanitario, decisamente troppi per poter lavorare serenamente e preoccuparsi solo ed esclusivamente del paziente. Dei 1200 casi di violenza 456 sono stati in Pronto soccorso, 400 in corsia e 320 negli ambulatori, luoghi di lavoro dove i medici vanno a offrire il loro aiuto, a curare chi sta male, non certamente per essere picchiati e aggrediti. Poi ricordiamoci sempre che se qualcosa non ci torna possiamo chiedere spiegazioni, approfondire e avere chiarimenti, senza però picchiare e aggredire.

Lo spot è stato lanciato sui social e da marzo sarà trasmesso nelle sale cinematografiche di tutta Italia, per sensibilizzare tutti e far capire alle persone che chi lavora in ospedale non è diverso da ognuno di loro. Nel video vengono raccontate le storie di tre pazienti: una mamma che abbraccia la figlia dopo essere guarita da un tumore, un uomo sopravvissuto a un infarto e un ragazzo che si è sentito male nel campetto da calcio. Storie diverse e tristemente comuni ma che hanno ricevuto l’aiuto medico quando ne hanno avuto bisogno.

Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, ha dichiarato:

“Riavvicinare medici e pazienti, colmando la distanza che si è creata negli ultimi anni e ristabilendo la fiducia è uno dei più efficaci deterrenti rispetto agli episodi di violenza. Servono misure per garantire ai cittadini il diritto alle cure e al medico il diritto di curare in sicurezza. Spero che venga approvato al più presto il progetto di legge che introduce la procedibilità d'ufficio per chi aggredisce un operatore sanitario. Serve inoltre mettere in sicurezza le sedi e prevedere presidi di polizia nei pronto soccorso ma serve anche una nuova cultura, che ricostruisca il rapporto di fiducia tra medico e paziente e che valorizzi il lavoro dei medici”.

Filippo Anelli

via | ansa

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