L’asma grave condiziona nello sport e nei viaggi

L’asma grave condiziona nello sport e nei viaggi

L'asma grave è una malattia cronica che può avere ripercussioni sulla salute e anche sulla vita sociale.

L’asma è una patologia cronica che può diventare molto limitante quando si presenta in forma grave. Respirare male, avere il fiato corto e stancarsi subito sono solo alcuni dei sintomi più comuni che forse, adesso possono capire un po’ tutti dato che dobbiamo utilizzare le mascherine che limitano il nostro respiro.

L’asma grave è un problema che in Italia colpisce circa 300mila persone e che oltre ai problemi fisici, va a intaccare anche la sfera personale con limitazioni su viaggi, attività fisica ecc. L’asma non grave si può tenere sotto controllo e tendenzialmente non crea problemi nella quotidianità, quando invece l’asma è in forma acuta è difficile anche da curare con i farmaci e disturbi e ricadute sono molto frequenti.

Un’indagine condotta da DoxaPharma su 300 pazienti ha delineato le difficoltà principali con cui gli asmatici devono confrontarsi. I più comuni sintomi percepiti sono la fatica a respirare (62%), la tosse (55%), il respiro sibilante (49%), la stanchezza fisica (49%) e le difficoltà a dormire (44%). A questo si aggiungono i disagi strettamente correlati che limitano la libertà e le cose che si possono fare. Tra i principali disagi ci sono quelli della sfera sportiva (82%), le attività all’area aperta (77%), i viaggi (67%), la sfera relazionale (44%) e familiare (35%).

L’asma è anche una grossa fonte di stress e questo nervosismo non fa che peggiorare i sintomi. In presenza di asma grave anche una semplice passeggiata può costituire un problema e questo genera timori, stress e ansia che limitano molto la quotidianità e i rapporti sociali.

Giorgio Piacentini, ordinario di Pediatria all’università di Verona e presidente nazionale Simri, Società italiana per le malattie respiratorie infantili, ha spiegato: [quote layout=”big” cite=”Giorgio Piacentini]“L’asma grave ha un significativo impatto sulla qualità di vita degli adolescenti che tendono a rifiutare l’idea di essere ‘malati’ e a nascondere la propria condizione per timore di essere allontanati dalla propria cerchia di amici o conoscenti. Di conseguenza, la diagnosi e la terapia in questa fascia di età risultano più difficili, comportando un peggioramento della mortalità e della morbilità dell’asma, specialmente se grave. Pertanto, l’approccio a questi pazienti deve essere personalizzato, con una particolare attenzione alle loro caratteristiche emotive e psicologiche, allo stile di vita e al contesto personale e familiare”.[/quote]

Foto | Pixabay
Via | repubblica

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