Psicologia: ecco perché non sottovalutare l’autobullismo

Ecco cosa è l’auto-cyberbullismo e perché è importante non ignorare il problema.

Psicologia adolescente

Psicologia – Sempre più spesso, gli adolescenti sono protagonisti di un fenomeno on-line molto allarmante. Stiamo parlando dell’auto-cyberbullismo, un fenomeno che sembrerebbe riguardare 6% degli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni, i quali avrebbero ammesso di essersi auto-insultati sul web, mediante l'invio anonimo di commenti crudeli nei propri confronti. Ad esaminare da vicino il fenomeno sono stati gli autori di uno studio pubblicato sul Journal of Adolescent Health, i quali hanno cercato di comprendere le ragioni che vi sono alla base di comportamenti del genere.

Per questa ragione, gli esperti hanno seguito un campione di 5.593 studenti americani di scuola media e superiore, dei quali 335 avrebbero ammesso di essere stati autori di auto-cyberbullismo almeno una volta nella vita.

Una scoperta inaspettata per gli autori dello studio, i quali spiegano che alla base di tali comportamenti vi sarebbe spesso la ricerca di un incoraggiamento o convalida da parte degli amici sui social network.

Dallo studio è inoltre emerso che, rispetto alle ragazze, i ragazzi tendono a mettere in atto più spesso tali comportamenti di auto-cyberbullismo (7% dei ragazzi contro il 5% delle ragazze), e che le motivazioni che spingono maschi e femmine a comportarsi in questo modo sono molto diverse. Mentre i ragazzi tendono a mettere in atto tali comportamenti per scherzare o per attirare l’attenzione, le ragazze sarebbero più spinte da una condizione di depressione o da traumi psicologici.

Secondo gli esperti, senza un intervento appropriato, questo comportamento potrebbe spingere le ragazze a tentare il suicidio. Le vittime del cyberbullismo da parte di altri utenti correrebbero inoltre maggiori possibilità di cadere in questo genere di comportamenti.

Dobbiamo esaminare da vicino la possibilità che i comportamenti di auto-danno digitale possano precedere i tentativi di suicidio.

spiegano gli autori dello studio, che aggiungono:

Dobbiamo astenerci dal demonizzare coloro che fanno bullismo, e venire a patti con il preoccupante fatto che, in alcuni casi, l'aggressore e la vittima possono essere la stessa persona.

via | DailyMail

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