Senato vota la legge sulla cefalea cronica, è una malattia sociale

Senato vota la legge sulla cefalea cronica, è una malattia sociale

Il Senato ha votato la legge sulla cefalea cronica che è stata riconosciuta come malattia sociale e invalidante.

La cefalea cronica è una malattia sociale, è passata la legge al Senato ed è stata quindi riconosciuta come una patologia invalidante. Una battaglia iniziata nel 2011 dalla deputata della Lega Arianna Lazzarini e che, finalmente, 9 anni dopo è diventata una legge. Il provvedimento è diventato legge con 235 voti favorevoli, 2 contrari e nessuna astensione.

La cefalea cronica non è un semplice mal di testa, ma un dolore costante, invalidante e molto forte che affligge in Italia circa sette milioni di persone. A soffrire maggiormente di cefalea sono le donne, soprattutto quelle della fascia d’età tra i 20 e i 50 anni.

Come tutte le malattie invisibili anche la cefalea è stata spesso affrontata con superficialità, sia dai medici, che soprattutto negli ambienti di lavoro, quando in realtà è una patologia che danneggia la vita e rende tutto più difficile. Nei casi più gravi la cefalea non curata bene ha portato anche a gesti estremi, come il suicidio.

Paolo Martelletti, direttore del Centro Regionale del Lazio per le Cefalee dell’Università Sapienza presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma, ha spiegato: [quote layout=”big” cite=”Paolo Martelletti]“È una legge straordinaria, ma deve avere una sua traslazione sul paziente: non deve essere solo un doveroso seppur tardivo riconoscimento, ma la pietra angolare di un’assistenza cucita sulle esigenze del paziente stesso. Culturalmente è un passaggio importante ora bisogna passare alla parte pratica: con tutele sanitarie dedicate e ‘cucite’ sui pazienti. Con gli anni è migliorata la capacità diagnostica, abbiamo formato nuove generazioni di medici esperti e le diagnosi sono diventate sempre più precise. Il passaggio ancor più importante si è avuto con farmaci specifici: dieci anni fa la tossina botulinica per l’emicrania cronica e adesso gli anticorpi monoclonali”.
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via | ansa, repubblica
Foto di StockSnap da Pixabay

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