Cern di Ginevra: a giugno 2009 il mega acceleratore di particelle, Lhc, riprenderà gli esperimenti

Cern di Ginevra: a giugno 2009 il mega acceleratore di particelle, Lhc, riprenderà gli esperimenti

di Gordon Francis Ferri Lhc, il mega acceleratore di particelle del Cern di Ginevra, riprenderà a lavorare con il prossimo anno e gli esperimenti inizieranno fin dalla prossima estate, a fine giugno. A confermarlo è il Centro di ricerche svizzero che ha diffuso un Report in cui descrive nel dettaglio l'analisi e la diagnosi dell'incidente […]

di Gordon Francis Ferri

Lhc, il mega acceleratore di particelle del Cern di Ginevra, riprenderà a lavorare con il prossimo anno e gli esperimenti inizieranno fin dalla prossima estate, a fine giugno.

A confermarlo è il Centro di ricerche svizzero che ha diffuso un Report in cui descrive nel dettaglio l'analisi e la diagnosi dell'incidente che ha fermato, il 19 settembre scorso, il Large Hadron Collider, la più grande macchina per la scienza mai costruita dall'uomo che riporterà gli scienziati al momento del Big Bang, alla ricerca del bosone di Higgs, la mitica 'particella di Dio'.

"La massima priorità per il Cern – ha detto il direttore generale Robert Aymar – è di cominciare a raccogliere i dati delle collisioni per gli esperimenti il più presto possibile. E questo accadrà nella prossima estate del 2009".

"Abbiamo molto lavoro da fare nei prossimi mesi, ma – ha sottolineato il project leader di Lhc , Lyn Evans – ora abbiamo la nostra roadmap, il tempo e le competenze necessarie per essere pronti per la fase scientifica per l'estate. In questo momento siamo nella fase di arresto temporaneo delle attività, come programmato ogni anno e previsto fino a maggio prossimo, per questo riteniamo che alla fine non si sara' perso troppo tempo".

Secondo il Rapporto del Cern diffuso oggi, l'incidente del 19 settembre scorso fu causato "da una connessione elettrica danneggiata che collegava due dei grandi magneti dell'acceleratore. Questo danno prettamente meccanico provocò il rilascio dal magnete di elio che si riversò nel tunnel. Le procedure per la sicurezza scattarono subito ed il sistema di sicurezza si dimostrò efficace, tanto che nessuno fu soggetto ad alcun rischio".

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