Si diffonde la discomgoogolation, la crisi di astinenza dal web

Si diffonde la discomgoogolation, la crisi di astinenza dal web

La notizia di Google Chrome, il browser di Google in download da domani, vi ha reso impazienti come dei bambini che devono aspettare Natale per aprire i regali? In vacanza al mare quest'estate non avete resistito all'irrefrenabile bisogno di entrare in un internet café in preda ad una crisi di astinenza dalla rete? Ebbene non […]

La notizia di Google Chrome, il browser di Google in download da domani, vi ha reso impazienti come dei bambini che devono aspettare Natale per aprire i regali? In vacanza al mare quest'estate non avete resistito all'irrefrenabile bisogno di entrare in un internet café in preda ad una crisi di astinenza dalla rete? Ebbene non siete gli unici.

Come è successo alla nostra simpatica Debora Billi di Petrolio, se non solo in vacanza ma tutti i giorni provate "crescenti livelli di stress, provocati da difficoltà ad andare online" e non sopportate di aspettare più di due secondi l'apertura di una pagina web, la diagnosi del dottor David Lewis è che soffrite di "discomgoogolation" un termine che presto finirà nel prossimo dizionario Nerdic.

L'etimologia di questo neologismo deriva dall’inglese “discombobulate”, che significa “scombussolamento”, e da Google, il più famoso motore di ricerca del web diventato quasi un sinonimo della rete stessa.

Un termine che definisce il malessere di quasi metà dei cittadini britannici. Le cause? L'aumento della banda larga (per il 70% della popolazione in Gran Bretagna) che mette a portata di mouse milioni di informazioni.

Secondo un recente sondaggio quasi metà della popolazione della Gran Bretagna (il 44%) soffre di un simile disturbo. Anzi, il 27% ammette di stare decisamente male quando incontrano problemi a collegarsi o a compiere certe operazioni su internet.

"La proliferazione della banda larga significa che per la prima volta nella storia siamo entrati nella cultura delle risposte istantanee", afferma il dottor Lewis. "Una galassia di informazione è ad appena un click del mouse di distanza e se per raggiungerle occorre qualche secondo in più della norma diventiamo impazienti, smaniosi, a disagio. Siamo diventati dipendenti dal web".

Lo psicologo ha misurato il livello di stress in un campione di oltre 2 mila persone, seguendo il ritmo cardiaco e l'attività cerebrale. "E' stato sorprendente vedere come aumentavano la pressione del sangue e l'attività del cervello dei partecipanti non appena venivano scollegati da internet e non riuscivano a ricollegarsi", ha detto.

Siamo diventati così web dipendenti da diventare allergici alla vita reale? Per alcuni sì: il 19% trascorre più tempo sul web che con i propri familiari, il 47% considera internet più importante della religione e un britannico su cinque presta più attenzione alla navigazione online che al proprio partner.

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