Gravidanza e tiroide: gli esami da fare e i valori di riferimento

Durante la gravidanza è comune avere qualche piccola disfunzione alla tiroide, spesso del tutto passeggera. Vediamo gli esami da fare per tenere questa ghiandola endocrina sotto controllo

Circa una donna su 10 inizia una gravidanza con problemi alla tiroide di cui non è a conoscenza, oppure tali disfunzioni insorgono durante la dolce attesa o subito dopo il parto, in fase di puerperio. La tiroide è una ghiandola endocrina importantissima, perché attraverso la produzione di due ormoni - T3 e T4 - regola diverse funzioni fisiologiche, dal battito del cuore al metabolismo basale fino all'attività ovarica, tanto per citarne qualcuna.

Per tale ragioni è necessario che una donna che intenda programmare una gravidanza, si sottoponga ancora prima del concepimento a tutti gli esami di controllo necessari per valutare lo stato di salute della sua tiroide, e che continui anche dopo, durante tutta la gestazione.

Tiroide-gravidanza

Uno dei disturbi più comuni che possono insorgere in gravidanza è la tiroidite di Hashimoto, una infiammazione di origine autoimmune che provoca gli stessi sintomi dell'ipotiroidismo, e che e non controllata a dovere può anche trasmettersi al bambino come forma di ipotiroidismo congenito. In gravidanza, per ragioni fisiologiche, gli ormoni tiroidei aumentano un pochino, perché una parte viene "usata" dal feto per il suo sviluppo, soprattutto nella prima parte della gestazione, e questo non deve preoccupare.

Dal momento che questa ghiandola, per funzionare, necessita di buone dosi di iodio, è importante che una futura mamma che si accorga di avere qualche piccola disfunzione modifichi subito la dieta e assuma cibi che contengono iodio (sale iodato e pesce, soprattutto), per garantirsi il fabbisogno quotidiano (circa 200 mcg), associando anche il selenio (presente in frutta, riso, carne, pesce e latte) un oligoelemento che ugualmente serve alla tiroide per funzionare correttamente. Quali sono gli esami necessari da fare per capire se la tiroide ha qualche problema? Ecco i principali test ematici con i valori di riferimento.


  • Ormone tireostimolante (THS), prodotto dalla ghiandola ipofisi, che si trova nel cervello. Questo ormone agisce sulla tiroide stimolandola a produrre gli ormoni T3 e T4. I valori normali vanno da 0,35 a 5,50 micron/ml (microunità per millilitro di sangue). Valori un po' più alti sono tipici del primo trimestre di gravidanza
  • Tireoglobulina (TG): è una proteina sintetizzata dalle cellule della tiroide che regola la sintesi degli ormoni tiroidei. I valori normali vanno da 0,20 a 55,00 ng/ml (nanogrammi per millilitro di sangue)
  • Tiroxina libera (FT4):
    Valori normali da 0,8 a 1,8 ng/dl (nanogrammi per decilitro di sangue)
  • Triiodotironina libera (FT3):
    Valori normali: da 2,2 a 4,3 pg/ml (picogrammi per millilitro di sangue)
  • Anti-tireoperossidasi (anti-TPO): sono anticorpi presenti in chi abbia malattie autoimmuni della tiroide. Valori normali vanno da 0 a 60 U/ml ma nelle donne in gravidanza è normale che questo valore aumenti senza che ci sia un significato patologico

Se ci sono alterazioni della funzionalità tiroidea, basta seguire la terapia ormonale sostitutiva durante la gestazione o, per i casi lievi, assumere più iodio, e in questo modo si possono evitare molti problemi anche per il nascituro.

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Foto| via Pinterest

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