Ionoforesi contro la cellulite: efficacia e controindicazioni

Non tutti sono d'accordo sulla sua utilità. Ma cos'è esattamente la ionoforesi?

C'è chi ne elogia i benefici e chi, invece, è piuttosto scettico sulla sua utilità: la ionoforesi divide l'opinione degli esperti, che sembrano non essere ancora giunti a una conclusione definitiva circa la sua efficacia. Basata sull'uso della corrente elettrica, è utilizzata ormai da tempo per trattare l'iperidrosi, quella sudorazione eccessiva che può compromettere significativamente la qualità della vita di chi ne soffre. Cosa dire, invece, del suo impiego nella lotta contro la cellulite?

A giudicare da quanto tempo questa metodica è utilizzata nei saloni di bellezza ci si aspetterebbe che la sua efficacia sia ormai comprovata. In effetti la ionoforesi era già utilizzata in ambito cosmetico da Helena Rubinstein, negli anni '30 del secolo scorso. All'epoca ciò che si sapeva (o che si credeva) era che la corrente applicata durante le sedute permette ai principi attivi più svariati di penetrare attraverso la pelle.

In effetti la ionoforesi sfrutta il principio secondo cui gli ioni, sostanze solubili in acqua dotate di una carica elettrica, si spostano all'interno di un campo elettrico respinte dal polo con la stessa carica e attratte da quello di carica opposta. Durante le sedute sono due elettrodi direttamente a contatto con il corpo a costituire i due poli del campo elettrico. Ciò che ci si aspetta è che un elettrodo positivo spinga molecole positive attraverso la pelle, promuovendone l'assorbimento, e che un elettrodo negativo abbia lo stesso effetto sulle molecole negative.

cellulite ionoforesi

Se tutto ciò funzionasse davvero la ionoforesi permetterebbe di risolvere un grosso problema: riuscire a far penetrare principi attivi idrosolubili attraverso la pelle, una vera e propria barriera fra l'organismo e l'ambiente esterno. Tuttavia, diversi fattori, incluse le ottime proprietà di barriera della pelle, hanno limitato fortemente l'applicazione della ionoforesi in ambito medico.

Oltre al trattamento dell'iperidrosi, tra gli usi che ancora sopravvivono c'è quello contro la cellulite. Anche in questo caso l'effetto sarebbe basato sulla capacità della ionoforesi di far penetrare specifici principi attivi attraverso la pelle. In genere contro la cellulite si usano l'aminofillina e la carnitina – che agirebbero sul metabolismo dei grassi – l'escina – dall'effetto antinfiammatorio, vasoprotettivo e in grado di contrastare l'accumulo di liquidi – e gli aminoacidi lisina e arginina. Ogni seduta dura circa mezz'ora e non ha particolari effetti collaterali, se non, al massimo, una sensazione di pizzicore e calore o la formazione di edemi o piccole scottature. Ciò che conta è non essere ipersensibili ai principi attivi e non essere portatori di pacemaker. Altre controindicazioni sono l'epilessia e l'ipoestesia cutanea.

Detto ciò, proprio per le eccellenti proprietà di barriera della pelle di cui abbiamo parlato è difficile dire con certezza se si tratti di un approccio efficace alla lotta contro la cellulite. Il nostro consiglio è, se intendete provare, di affidarvi a mani esperte. A tal proposito, in rete abbiamo trovato un interessante consiglio: diffidare delle ionoforesi che prevedono di cambiare la polarità dell'elettrodo. Infatti se la molecola da far penetrare nella pelle resta la stessa, invertire la carica che la muove dovrebbe, in linea teorica, farla tornare verso l'esterno. E, a questo punto, tornerebbero anche a farsi vivi i dubbi sull'efficacia del trattamento.

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Via | Cosmetics and skin

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