Come proteggersi dal contagio: non solo naso e bocca, ma anche occhi

Come proteggersi dal contagio: non solo naso e bocca, ma anche occhi

Naso, bocca e occhi: le regole del 118 su come proteggersi dal contagio. La mascherina non serve, bisogna coprire anche gli occhi.

Come proteggersi dal contagio? Abbiamo ormai imparato a conoscere le regole per evitare il più possibile di ammalarci di Coronavirus. Distanziamento di almeno un metro, divieto di assembramento, igiene frequente delle mani. E ovviamente utilizzo delle mascherine per proteggere se stessi e gli altri. Ma non solo naso e bocca dovrebbero essere coperti.

Mario Balzanelli, presidente nazionale della Sis 118, spiega perché è importante utilizzare anche sistemi di protezione per gli occhi.

Proteggere gli occhi da Coronavirus è fondamentale. Mentre la protezione di naso e bocca ha trovato piena dignità di riconoscimento, gli occhi sono stati completamente dimenticati nonostante siano una delle tre porte attraverso cui entra il contagio di massa. Il virus SARS-CoV2 si lega ai recettori ACE ampiamente presenti nella cornea e nelle congiuntive oculari. E all’interno del film lacrimale defluisce nel naso e nella gola scendendo nelle vie aeree fino ad arrivare in un momento successivo nei polmoni.

Occhi, come proteggersi dal contagio in modo efficace

Citando 50 studi internazionali che dimostrano l’esperienza vissuta in prima persona dagli operatori del Sistema di Emergenza Territoriale 118, visiere e mascherine insieme possono combattere il virus. Ed evitare migliaia di infezioni. Gli operatori, grazie a questi dispositivi, riescono a stare a distanza molto ravvicinata e per un tempo prolungato, senza contrarre la Covid-19 dai pazienti che stanno curando.

Visiere e occhiali anti droplets potrebbero diventare di uso comune proprio come le mascherine, come conclude Balzanelli:

Dispositivi ovunque disponibili, facilmente reperibili e a bassissimo costo, da indossare unicamente nelle circostanze in cui non sia possibile mantenere le distanze interpersonali di sicurezza, come in tutti i contesti della mobilità di massa. Come ad esempio sui bus, in metropolitana, in treno, negli ambienti di lavoro e soprattutto, per i nostri ragazzi, stando a scuola, contesti interpretabili quali veri e propri ‘vettori maggiori’ dell’espansione potenzialmente incontrollabile dei contagi.

Photo by gryffyn m on Unsplash

Via | Ansa

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