Turismo procreativo: migliaia di coppie italiane all’estero in cerca di un figlio

Turismo procreativo: migliaia di coppie italiane all’estero in cerca di un figlio

Non solo mare e montagna: per migliaia di coppie italiane con problemi di fertilità l'estate è l'occasione per cercare di realizzare il sogno di avere un figlio aggirando i divieti imposti dalla legge 40: il congelamento degli embrioni, la fecondazione di un numero non limitato di ovociti in coltura, la fecondazione eterologa e la diagnosi […]

Non solo mare e montagna: per migliaia di coppie italiane con problemi di fertilità l'estate è l'occasione per cercare di realizzare il sogno di avere un figlio aggirando i divieti imposti dalla legge 40: il congelamento degli embrioni, la fecondazione di un numero non limitato di ovociti in coltura, la fecondazione eterologa e la diagnosi preimpianto.

Chi si rivolge a strutture oltre frontiera, in genere, non ne parla volentieri: oltre all'imbarazzo della situazione, si aggiunge il senso di colpa provocato dalla sensazione di “sfuggire” ad una procedura legale per imboccare una strada proibita. Le vacanze estive, quindi, aiutano a mascherare la vera ragione del viaggio all'estero.

Anche se paradossalmente l'estate, e soprattutto luglio, è il periodo in cui si riscontra sempre una maggior difficoltà a concepire naturalmente a causa del caldo e dello stress.

Il numero delle coppie che si rivolgono all'estero, rispetto al 2006, è aumentato del 200%, raggiungendo la cifra di 15-16 mila coppie. La meta preferita è la Spagna, dove è attivo un fiorente mercato di gameti a pagamento, ma il 32% degli aspiranti genitori preferisce la Svizzera. Aumentano le prenotazioni anche negli Stati Uniti e soprattutto nei Paesi dell'Est, meta di chi vuole spendere meno. Seguono la Slovenia, la Grecia e la Turchia, che permette la diagnosi preimpianto.

Le famiglie, provate dalla crisi economica, – spiega Alessandro Di Gregorio, direttore del “Centro Artes” di Torino, attivo dal 1982 nella diagnosi e nel trattamento della sterilità – sono pronte a rinunciare alle vacanze vere, ma per un figlio sono disposte ad indebitarsi fino al collo. La legge 40 blocca di fatto lo sviluppo della medicina e impedisce alle coppie che trovano difficoltà nel concepimento di sognare, di sperare ancora. Allora emigrano all’estero, spendendo molti soldi, con il rischio di finire oltretutto in centri poco professionali”. 

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