Calvizie, arriva il cappellino laser per combatterla

Si chiama Capillus e promette risultati visibili dopo 3 mesi di utilizzo quotidiano. Ecco di cosa si tratta

I problemi che riguardano i capelli non riguardano esclusivamente la sfera estetica. A risentire della perdita più o meno progressiva della folta chioma posseduta in gioventù può essere un duro colpo per un uomo, soprattutto quando i capelli iniziano a cadere in giovane età. Per le donne, che hanno meno spesso a che fare con questo tipo di problema, l'impatto psicologico della perdita dei capelli può essere ancora maggiore. A ciò si aggiunge il fatto che la calvizie potrebbe essere la conseguenza di una terapia medica per sconfiggere gravi malattie come i tumori. Come fare per risolvere questo problema?

Fra le varie soluzioni proposte ce n'è una più innovativa delle altre: il cappellino che emette raggi laser. Si chiama Capillus e oltre a contrastare la caduta dei capelli promette di promuoverne la ricrescita. L'ultima novità nella lotta alla calvizie, uno strumento inventato negli Stati Uniti ma ormai disponibile anche in Italia, dovrebbe dare i primi risultati visibili già dopo 3 mesi di trattamento.

Il suo aspetto è quello di un semplice cappellino con visiera che può essere indossato in qualsiasi momento della giornata, anche quando si fa sport. Al suo interno si nascondono però più di 200 diodi laser e una piccola batteria portatile che alimentando i diodi permette di irraggiare il cuoio capelluto e di intervenire in modo mirato dove i capelli sono diradati o nelle aree in cui i follicoli sono indeboliti. Qui i laser di Capillus stimolano la vasodilatazione, rinforzando i follicoli e restituendo vigore e robustezza ai capelli, che riprendono a crescere. Allo stesso tempo la caduta dei capelli viene bloccata o quantomeno rallentata.

cappellino laser

La terapia con questo strumento innovativo prevede un'ora di trattamento al giorno e può essere prescritta solo nei centri autorizzati, sotto consiglio e controllo medico. L'uso è completamente indolore e può essere abbinato a quello di altri trattamenti, come il protocollo di medicina rigenerativa bSBS, che promette di riattivare le cellule staminali dei folicoli piliferi e di evitare il ricorso alla chirurgia.

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