Cristalloterapia, cos'è la shungite e quali sono le sue proprietà

Tutto quello che c'è da sapere sul "minerale magico" estratto in Russia e considerato importantissimo nelle cure con i cristalli.

Chi predilige le cure della medicina alternativa a quella tradizionale avrà sicuramente sentito parlare della cristalloterapia, la terapia delle pietre che basa la propria concezione sul potere terapeutico dei cristalli e delle pietre, grazie ai minerali che hanno formato le rocce nel corso dei millenni.

Nonostante non sia stata ancora riconosciuta quale terapia alternativa valida con studi scientifici mirati a certificarne il reale potere curativo, soprattutto in caso di patologie gravi per le quali gli stessi medici alternativi suggeriscono di rivolgersi alla farmacopea classica, la cristalloterapia è ritenuta comunque valida per intervenire su alcuni disturbi minori.

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Tra le pietre e i cristalli che vengono utilizzati per la cristalloterapia, grande successo sta avendo la shungite, un minerale che viene estratto in una regione della Russia, la Carelia, dove si è formato nel corso di millenni. La shungite è una pietra ricchissima di proprietà, a detta degli esperti di medicina naturale alternativa: per la sua composizione chimica che prevede un altissimo numero di fullereni, sostanze allotropi molecolari del carbonio simili alla grafite, la shungite permetterebbe di schermare al meglio dalle onde elettromagnetiche emesse da computer, smartphone e apparecchiature wifi, responsabili di alcune tipologie di tumore; oltre a ciò, la shungite ha funzioni antibatteriche, antivirali e antitumorali, anche se questa ultima è come sempre una delle questioni più controverse della cristalloterapia.

La presenza dei fullereni naturali nella shungite la rende una pietra antiossidante, capace di ridurre la concentrazione dei radicali liberi che distruggono le cellule dell'organismo; inoltre la shungite è considerata una pietra importantissima per la bioenergetica, soprattutto per quanto riguarda lo sblocco del primo chakra, grande accumulatore di energia.

Apriamo una piccola parentesi: negli studi chimici tradizionali, i fullereni sono stati spesso considerati analoghi all'amianto quanto a pericolosità in quanto tossici e velenosi; tendono a frammentarsi in modo disordinato quando si rompe un oggetto composto da fullereni. Non necessariamente rompere un pezzo di shungite espone al rischio di tumore, ma è bene verificare e conoscere quante più proprietà chimiche possibili prima di intraprendere qualsivoglia cura.

Foto | Flickr

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