Test Medicina e novità, il preside della Facoltà di Napoli contro il ministro

Dopo l'annuncio delle possibili novità sul test di ingresso, il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Napoli è scettico sulla la decisione.

Dici test di Medicina, dici polemiche e guai: nei giorni scorso il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini aveva annunciato la sua intenzione di apportare alcune modifiche alla normativa che regola il test di ingresso a Medicina e Chirurgia, Veterinaria e professioni sanitarie, cambiando radicalmente l'organizzazione che vedrebbe un primo anno a libero accesso con esame sulle competenze alla fine dell'anno accademico, così da scremare gli studenti.

Il modello francese, aveva detto il Ministro nel Q&A su Facebook, darebbe

accesso al primo anno libero e selezione alla fine di esso su base meritocratica. Entro la fine di luglio formulerò la proposta e le nuove regole.

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Le polemiche attorno alle possibili nuove regole intese dal Ministro non hanno tardato ad arrivare; a farsene portavoce è stato il professore ordinario e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università degli Studi di Napoli, Giuseppe Paolisso, che ha spiegato come e quanto il modello francese proposto da Stefania Giannini potrebbe causare danni alla didattica nelle facoltà italiane.

Le università italiane non sono pronte, sarebbe il caos

ha chiosato senza troppi mezzi termini il professor Paolisso, aggiungendo poi che, se effettivamente nel 2015 entrasse in vigore tale sistema

Ci sarebbero seri problemi organizzativi, di natura logistica e funzionale. Le facoltà italiane sono attrezzate per ospitare un numero contingentato di iscritti, in base alle aule a disposizione, le strutture ospedaliere, il rispetto del rapporto studenti/docenti. A Napoli, ad esempio, siamo tarati per un numero di 440 studenti. Se dovessero diventare all’improvviso mille o duemila il sistema andrebbe sicuramente in tilt.

Il problema, sostiene il professor Paolisso, starebbe proprio nella decisione drastica in sé: affidare la scrematura ad una sorta di esame di sbarramento al termine del primo anno deve essere realizzata in modo attento e coerente, perché la presenza di numerosissimi studenti meritevoli potrebbe inficiare sulla didattica e sulla preparazione dei futuri medici.

Bisogna stabilire soglie e parametri per il superamento del primo anno. Sciogliere il nodo dei possibili trasferimenti, da altre sedi o altre facoltà. Tutte variabili che non ci sembra siano state prese in considerazione. Il Ministro ha lanciato questa idea senza consultare nessuno.

In sostanza, potrebbe essere pura campagna elettorale? Il professor Paolisso lo lascia ad intendere:

Ci sembra soprattutto una trovata ad effetto, che non tiene conto delle problematiche reali. Se in Francia i test non ci sono e il sistema funziona è perché loro sono abituati così da anni. Cambiare tutto in pochi mesi è folle.

Via | Il Fatto Quotidiano

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