Tumori, il cancro ai polmoni è il nuovo nemico delle donne

La mortalità continua ad aumentare, mentre per gli uomini è in diminuzione. Ma i due sessi hanno anche un nemico in comune: il cancro al pancreas

Nel 2014 in Europa il cancro al polmone farà l'8% di vittime in più fra la popolazione femminile. A svelarlo è uno studio recentemente pubblicato sugli Annals of Oncology, che porta però con sé anche delle buone notizie: a morire di cancro al seno e al colon retto saranno, rispettivamente, il 9% e il 7% di donne in meno. Il vero nemico da temere è invece un altro, il cancro al pancreas, che farà più vittime anche fra gli uomini.

A spiegare chi e come il cancro al polmone colpirà durante quest'anno è Carlo La Vecchia, docente alla Facoltà di Medicina dell'Università di Milano, fra gli autori dello studio.

I decessi fra gli uomini sono il 63% più frequenti che fra le donne

precisa l'esperto

ma stanno diminuendo più velocemente, soprattutto a causa della diversa storia dell'abitudine al fumo nei due sessi.

Infatti rispetto al 2009, il primo anno per cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità mette a disposizione dati sulla mortalità a causa del cancro nella maggior parte dei paesi della Comunità Europea, i tassi di decesso maschili per cancro al polmone sono previsti ridursi dell'8%.

Fra gli uomini il cancro al polmone ha raggiunto un picco nei tardi anni '80 e da allora è diminuito, mentre i tassi di cancro al polmone fra le donne continuano ad aumentare

prosegue La Vecchia.

La generazione di donne che ha iniziato a fumare negli anni '60 e '70 sta incominciando ora a sviluppare il cancro al polmone. Nei pochi anni a venire il cancro al polmone diventerà la prima causa di morte fra le donne europee, superando il cancro al seno.

Secondo Fabio Levi, direttore dell'Unità di Epidemiologia del Cancro dell'Università di Losanna (Svizzera) e coautore dello studio,

oltre a rafforzare il controllo sul tabacco – fondamentalmente aumentando la tassazione – i governi nazionali e i politici europei dovrebbe assicurare che tutti i cittadini dell'Unione Europea abbiano accesso agli screening, alla diagnosi e ai trattamenti migliori.

Il cancro al pancreas, un tumore che non fa distinzioni di genere

Come accennato, gli uomini non devono sentirsi completamente al sicuro. Nonostante la diminuzione della mortalità per i 3 principali tipi di cancro che colpiscono l'organismo maschile (oltre a quello al polmone, quello al colon retto e quello alla prostata, che rispetto al 2009 fanno oggi il 4% e il 10% di vittime in meno), anche nel caso degli uomini il decessi a causa del cancro al pancreas sono attesi aumentare.

cancro pancreas

La diminuzione del cancro al colon retto sia fra gli uomini che fra le donne è dovuta soprattutto allo screening, alla diagnosi precoce e alla rimozione degli adenomi nel momento della colonscopia

spiega La Vecchia, aggiungendo che

anche il miglioramento nei trattamenti ha giocato un ruolo.

Per il cancro alla prostata e quello al seno la principale spinta alla riduzione dei decessi è stata data dai miglioramenti nella gestione e del trattamento della malattia, ma anche i programmi di screening e la diagnosi precoce hanno avuto un certo impatto. Purtroppo, però, nel caso del cancro al pancreas la situazione è diversa.

Al momento non abbiamo nessun trattamento promettente per il cancro pancreatico

spiega La Vecchia.

Perciò la prevenzione resta l'unica possibilità, prima di tutto con l'abbandono del fumo, poi con il controllo del sovrappeso e del diabete. Tuttavia, il tabacco è responsabile di meno di un terzo di tutti i casi di cancro al pancreas e tutte le altre cause nel loro insieme contano per un altro 10%. Biosgna lavorare di più per scoprire altre possibili cause.

AL momento solo meno del 5% dei pazienti con cancro al pancreas è ancora vivo a 5 anni dalla diagnosi.

Questo

sottolinea La Vecchia

rende il cancro pancreatico una priorità nella ricerca di strategie migliori per prevenirlo e controllarlo e trattamenti migliori.

Tuttavia, i dati pubblicati sugli Annals of Oncology parlano di un trend generale positivo che si dovrebbe concretizzare con una riduzione del 26% delle morti per cancro fra la popolazione maschile dopo il picco di decessi registrato nel 1988. Per le donne la diminuzione dovrebbe invece attestarsi attorno al 20%. In totale, ciò corrisponderebbe a 250 mila morti in meno rispetto al 1988.

Questi risultati sono estremamente importanti in quanto dimostrano che è possibile ridurre la mortalità per cancro

ha commentato Paolo Boffetta, editore associato degli Annals of Oncology.

Bisogna dare priorità alla ricerca sulle forme di cancro con tendenze negative, come il cancro al cancro, e alla riduzione delle differenze nelle mortalità per cancro, sia fra paesi (Europa centrale e orientale rispetto a Europa occidentale) e all'interno dei paesi, ad esempio fra gruppi socioeconomici.

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Via | EurekAlert!

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