Cosa si intende per emmetropia? La definizione e il significato

Ecco cosa è l’emmetropia e qual è il significato di questa parola.

Il termine di origine greca “emmetropia” (????????/émmetros "misurato - di giusta misura" e ????/óps "vista - occhio"), indica la capacità normale di rifrazione dell’occhio, ed è dunque una condizione comune per quanto concerne gli occhi che non presentano alcun tipo di anomalia di rifrazione. Ciò non significa necessariamente che l’occhio emmetrope sia normale in maniera assoluta, poiché esso potrebbe essere interessato da eventuali anomalie o malattie che riguardano altri suoi aspetti. Il termine emmetropia fu utilizzato per la prima volta dal medico oculista Franciscus Donders, autore del trattato “Sulle anomalie dell'accomodazione e della refrazione degli occhi”.

Si definisce “occhio emmetrope” un occhio in cui il potere di rifrazione, in condizioni di riposo accomodativo, rende possibile vedere gli oggetti lontani in maniera nitida.

emmetropia

In linea di massima, possiamo dunque affermare che l’occhio emmetrope è un occhio che è otticamente disposto per vedere a una distanza infinita (o in termini reali, per un oggetto posto oltre i 5 metri), ovvero per raggi paralleli, che convergono sulla retina per formare dunque un punto immagine perfettamente a fuoco. In sostanza, si intende che tale occhio può vedere oggetti molto distanti (dai cui punti arrivano all’occhio dunque dei raggi paralleli), facendo in modo che l’oggetto sia visto in modo nitido.

Quando questa capacità appare ridotta, si parla di ametropia (anche questo termine è stato coniato dal dottor Franciscus Donders), ovvero di una condizione di anomalia di rifrazione dell'occhio. Sono considerati “ametropi” l'occhio miope, l'occhio ipermetrope e l'occhio astigmatico.

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via | Otticacampagnacci, Treccani.it

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