Benessereblog Benessere Sessualità Pillola del giorno dopo: nel 50% dei casi negata la prescrizione medica

Pillola del giorno dopo: nel 50% dei casi negata la prescrizione medica

Il rapporto "sos pillola del giorno dopo" evidenzia come in italia in oltre il 50% dei casi i medici interpellati non hanno concesso la prescrizione medica

Pillola del giorno dopo: nel 50% dei casi negata la prescrizione medica


Un dato allarmante: in Italia nel nostro paese oltre il 50% delle 8000 persone che si sono rivolte al servizio sanitario in tre anni per vedersi prescritta la pillola del giorno dopo si sono trovate di fronte ad un diniego. Il problema è noto, ma assume proporzioni preoccupanti. I medici obiettori di coscienza si rifiutano di prescrivere il contraccettivo perché ritenuto (contro il parere dell’OMS) un farmaco “abortivo” e le donne, anche quelle che hanno bisogno della pillola per via di un incidente, compresa la rottura del preservativo, si trovano in grosse difficoltà.

Il malcostume, diffuso soprattutto fra le più giovani, di utilizzare la pillola del giorno dopo non come contraccettivo d’emergenza non giustifica le difficoltà per le donne di vedersi prescritto un farmaco sicuro e approvato anche nel nostro paese. Secondo il rapporto dell’Associazione Vita di Donna Onlus ha rilevato che fra i medici che hanno rifiutato la ricetta il 34% lavora al pronto soccorso, il 30% alla guardia medica, il 25% nei consultori e l’11% sono medici di famiglia.

Emilio Arisi, presidente Smic (Società medica italiana della contraccezione) ha dichiarato:

I dati forniti dal ‘Rapporto Sos Pillola del giorno’ dopo devono farci riflettere. Si tratta di uno strumento importante per limitare il ricorso all’interruzione di gravidanza, le cui cifre per il periodo 1998-2008 parlano chiaro: sebbene si evidenzi una costante diminuzione nel numero di aborti, è nella fascia di età 15-19 che si registra il decremento minore, pari al -4,2%, contro un -22% per la fascia 20-29 anni e una media nazionale pari al -12%.

Mentre Annibale Volpe, direttore della Clinica di Ginecologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia ricorda i doveri dei medici, anche quelli obiettori di coscienza:

è importante che le donne sappiano che il medico è tenuto comunque ad informare su dove reperire nel più breve tempo possibile la prescrizione. Questo aspetto è cruciale. La pillola del giorno dopo in commercio in Italia, che va presa entro 72 ore, come pure la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo, non ancora disponibile nel nostro Paese, deve essere assunta prima possibile in quanto, per entrambe, l’efficacia è maggiore nelle prime 12-24 ore. Pertanto nel caso il medico non fornisse tali informazioni alla donna sarebbe responsabile della ritardata assunzione del farmaco, e quindi della sua minore efficacia

.

Seguici anche sui canali social

Ti potrebbe interessare