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I carboidrati a lenta assimilazione prevengono le malattie croniche

I carboidrati che si digeriscono lentamente riducono il rischio di malattie croniche.

I carboidrati a lenta assimilazione prevengono le malattie croniche

Se decidiamo di intraprendere una dieta, se possibile, è meglio scegliere carboidrati a lenta assimilazione che hanno meno probabilità di causare picchi di glucosio nel sangue. Evitiamo quindi alimenti altamente trasformati che sono pieni di zucchero bianco e farina bianca, bevande zuccherate e cereali da colazione, che aumentano rapidamente il glucosio nel sangue. Prediligiamo invece cereali integrali e legumi – come i fagioli, i fagioli di soia e lenticchie-, latte e frutta come mele, arance, pompelmi e pere che sono carboidrati a basso carico glicemico. Recenti evidenze scientifiche hanno infatti affermato che questi carboidrati che si digeriscono lentamente, consentono di ridurre significativamente le infiammazione associate con malattie croniche.

Lo studio, che ha coinvolto partecipanti in sovrappeso e obesi, ha dimostrato che una dieta ricca di alimenti a basso carico glicemico riduce un marcatore d’infiammazione chiamata proteina C-reattiva del 22 per cento circa.”La proteina C-reattiva è associata ad un rischio di molti tumori e malattie cardiovascolari”, ha detto l’autore Mariano Neuhouser, anche membro del Programma di prevenzione del cancro presso il Centro Hutchinson. “L’abbassamento dei fattori infiammatori è importante per ridurre una vasta gamma di rischi per la salute”.

Neuhouser e colleghi hanno inoltre scoperto che, nei partecipanti allo studio, la dieta a basso carico glicemico determinava un modesto aumento nei livelli ematici – di circa il 5 per cento – di una proteina chiamata ormone adiponectine che aiuta a regolare il metabolismo di grassi e zuccheri. Questo ormone ha un ruolo chiave nella protezione contro diversi tumori, tra cui il cancro al seno, così come i disordini metabolici come il diabete di tipo 2, steatosi epatica non alcolica e indurimento delle arterie.

Via | Fred Hutchinson Cancer Research Center
Foto | Flickr

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