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Obesità infantile, campagna shock o approccio soft alla Michelle Obama?

Le campagne shock contro l'obesità infantile urtano la sensibilità dei bambini?

Obesità infantile, campagna shock o approccio soft alla Michelle Obama?

L’obesità quando colpisce i bambini ha effetti, se possibile, ancora più devastanti. Il loro organismo subisce infatti i danni dell’eccesso di peso quando non è completamente sviluppato. Quando saranno adulti avranno dunque a che fare precocemente con disturbi come l’ipertensione e malattie cardiovascolari. Non è certo salutare ritrovarsi a trent’anni con le arterie intasate di un sessantenne che ha vissuto una vita sregolata.

Eppure, basta andare in un qualsiasi fast food e osservare bambini in sovrappeso ingozzarsi sotto lo sguardo divertito (o rassegnato) dei genitori. O ancora aprire molte dispense per scovarci cibi spazzatura, merendine e quant’altro. Senza contare che i bambini si muovono troppo poco oggi e questo è forse il fronte maggiore su cui intervenire.

Negli Stati Uniti sta facendo discutere una campagna contro l’obesità infantile, strong4life, ne parlava Francesca tempo fa, che punta proprio a colpire i genitori, i primi che devono intervenire con un’educazione alimentare ferrea. La campagna anti-obesità, lanciata dall’associazione Children’s Healthcare di Atlanta, utilizza delle immagini shock con bambini obesi e tristi, strizzati in maglie troppo strette e descritti quasi come moribondi, con frasi ad alto impatto emotivo, come:

Ha gli occhi e il sorriso del padre e probabilmente anche il suo diabete.

E ancora:

I bambini obesi potrebbero non sopravvivere ai loro genitori.

Sulla stessa scia anche gli spot, ve ne proponiamo uno in calce al post. La campagna strong4life si è attirata una marea di critiche, anche da medici e psicologi che avvertono sul rischio di stigma che potrebbe comportare. I bambini obesi, in parole povere, potrebbero ritrovarsi a sperimentare situazioni di disapprovazione sociale, con un marchio di condannato a morte e di tristezza stampato addosso.

Molto più soft e decisamente preferibile, a mio avviso, è invece l’approccio all’obesità infantile della first lady, Michelle Obama, che va in tv a fare esercizi fisici e promuove tra i bambini gli orti casalinghi, per rendere appetibile frutta e verdura ma soprattutto per far fare movimento ai più piccoli. Voi che ne pensate di questa campagna shock contro l’obesità? Servirà a dare una scossa ai genitori o urterà solo la sensibilità dei bambini?

Via – Foto | Strong4life

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