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Lebbra: cause, sintomi, cure

La lebbra è una malattia di origine batterica che può avere un profondo impatto sulla vita dei pazienti. Questa condizione è tutt'altro che debellata, e si stima che ogni anno 200.000 persone si ammalino di lebbra nel mondo.

Lebbra: cause, sintomi, cure

Fonte immagine: Pixabay

La lebbra è una malattia batterica, cronica e infettiva, nota anche con il nome di “morbo di Hansen”. Questa condizione colpisce il sistema nervoso periferico, i tessuti, la cute e gli organi. Si tratta di una delle malattie più antiche ancora oggi esistenti al mondo. Nonostante se ne conoscano le cause, ad oggi la lebbra rappresenta ancora una vera e propria sfida per la salute pubblica, specialmente nei Paesi più poveri del mondo, dove la malattia è particolarmente presente e diffusa.

La lebbra è provocata da dei batteri a crescita lenta (Mycobacterium leprae o Mycobacterium lepromatosis), e può causare numerosi sintomi, fra cui anche delle evidenti malformazioni, che coinvolgono gli arti, la pelle, la mucosa nasale e gli occhi.

Ma come ci si ammala di lebbra? E quali sono i sintomi della malattia?

Vediamo le caratteristiche di questa condizione, dalle cause ai sintomi, fino al trattamento più efficace per limitare e ridurre il rischio di gravi conseguenze.

Lebbra: cause

La lebbra è una malattia di origine batterica, più esattamente causata dal bacillo Mycobacterium leprae.

Il contagio può avvenire, come spesso accade, attraverso l’esposizione a fluidi corporei, come saliva e secrezioni emesse da una persona infetta.

In passato si riteneva che la lebbra fosse una malattia estremamente contagiosa e dagli effetti devastanti. Oggi sappiamo che questa condizione non solo può essere curata con successo, se individuata in tempo, ma sappiamo anche che il contagio non è così immediato come si è sempre pensato.

E’ infatti necessario un contatto molto stretto e prolungato con la persona ammalata perché il batterio possa passare da un soggetto a un altro.

Oltre che da persona a persona, la lebbra può essere trasmessa anche dagli animali, e più esattamente dagli armadilli, che ad oggi sono considerati la sola fonte di contagio diversa dall’uomo.

Il batterio che causa la lebbra ha un periodo di incubazione molto lungo, per cui i segni dell’infezione possono manifestarsi non prima di 5-7 anni o anche a distanza di 20 anni dal contagio.

Classificazioni

L’OMS ha classificato la malattia di Hansen in due forme, multibacillare e paucibacillare, a seconda del numero di lesioni riportate dai pazienti.

  • Lebbra multibacillare: la malattia si presenta con 5 o più lesioni cutanee o con più di 1 coinvolgimento di nervi o con striscio cutaneo positivo in qualsiasi sito.
  • Lebbra paucibacillare: la malattia si presenta con meno di 5 lesioni cutanee o con nessun coinvolgimento nervoso, o con un unico coinvolgimento dei nervi con striscio cutaneo negativo in tutti i punti interessati dall’infezione.

Altre classificazioni tengono in considerazione fattori clinici e istopatologici.

Rientrano tra le diverse forme di lebbra quella maculata (caratterizzata da lesioni ipopigmentate), la lebbra lepromatosa, che coinvolge molti organi del corpo, e la lebbra tubercoloide, che si presenta con la formazione di chiazze violacee, che possono evolversi in placche e papule.

La forma tubercoloide comporta anche una graduale riduzione della sensibilità al calore, al dolore e in generale al tatto, aprendo la strada allo sviluppo di possibili lesioni e mutilazioni.

Lebbra: sintomi

Fonte: Pixabay

Sentiamo spesso parlare degli effetti devastanti di questa malattia per l’organismo, ma esattamente che cosa provoca la lebbra? E quali sono i sintomi da non trascurare?

In seguito al contagio, la malattia potrebbe richiedere dai 5 ai 7 anni e oltre prima di manifestarsi. I sintomi della lebbra possono presentarsi in forma lieve o grave, andando a coinvolgere diverse parti del corpo e causando danni agli organi e ai nervi.

Il primo sintomo della lebbra consiste solitamente in una sensazione di intorpidimento, conseguente al danneggiamento dei nervi. In seguito, il paziente manifesterà altri disturbi, come:

  • Comparsa di macchie, alterazioni di colore e lesioni sulla pelle che non guariscono a distanza di diverse settimane
  • Debolezza muscolare
  • Disturbi alla vista
  • Sviluppo di noduli sulla pelle
  • Riduzione della sensibilità: la persona diviene meno sensibile al tatto, al dolore o al calore.

Successivamente, possono manifestarsi ulteriori complicazioni come:

  • Alterazioni nell’aspetto del viso e del corpo
  • Perdita di sopracciglia o ciglia
  • Ulcere corneali, glaucoma e cecità, che si presentano quando vengono colpiti i nervi facciali
  • Difficoltà del funzionamento degli arti o paralisi
  • Debolezza muscolare
  • Insufficienza renale cronica
  • Formazione di ulcere sulla pianta dei piedi che tendono a non guarire.

Che differenza c’è tra peste e lebbra?

Alcune persone tendono a confondere la lebbra con un’altra malattia altrettanto nota e molto temibile, ovvero la peste.

In realtà, la lebbra è una malattia ben più antica rispetto a quanto non sia la peste, considerata un vero flagello a partire dal Medioevo.

Come la lebbra, anche la peste è una malattia batterica e infettiva, provocata però dal batterio Yersinia pestis (la lebbra è invece causata dal Mycobacterium leprae).

Sia la peste che la lebbra sono spesso considerate erroneamente due malattie del passato, ma in entrambi i casi si tratta in realtà di condizioni che colpiscono ancora molte persone, specialmente – ma non esclusivamente – quelle che vivono nei Paesi più poveri del mondo.

Diagnosi

La diagnosi di questa malattia può essere eseguita sulla base dei sintomi manifestati dai pazienti.

La lebbra comporta infatti delle manifestazioni cliniche molto caratteristiche e certamente ben riconoscibili.

La conferma della diagnosi può avvenire mediante l’esame di un campione di tessuto infetto (biopsia).

Trattamento della malattia di Hansen

Lebbra
Fonte: Pixabay

Come si cura la lebbra? Poiché si tratta di una malattia di origine batterica, la lebbra viene trattata mediante una terapia antibiotica, che prevede la combinazione di due o più antibiotici (terapia multifarmaco).

Questo trattamento può inibire e bloccare la progressione della malattia (prevenendone l’aggravamento dei sintomi) e debellarne la causa, ma non può far guarire le lesioni già causate dalla lebbra.

Per questo motivo è essenziale riuscire a diagnosticare in tempi molto precoci la malattia, al fine di ridurre il rischio di complicazioni e di danni anche molto gravi.

Dal momento che si tratta di una malattia difficile da combattere, inoltre, il trattamento con antibiotici dovrebbe proseguire anche per molti mesi o anni, a seconda della gravità della situazione.

Una volta avviato il trattamento, il paziente non sarà più contagioso e potrà tornare alla sua normale vita quotidiana e lavorativa.

Prevenzione

Purtroppo non esiste un modo per prevenire con assoluta certezza la malattia, così come non esiste un vaccino contro la lebbra. Il solo modo per proteggersi dal rischio di contagio consiste nell’evitare di avere dei contatti prolungati e molto ravvicinati con le persone affette dalla malattia non trattata.

Non è invece possibile contrarre la malattia di Hansen semplicemente con un breve contatto casuale con una persona affetta dalla patologia.

Dove esiste ancora la lebbra?

Molte persone credono che la lebbra sia una malattia del passato, o una patologia diffusa esclusivamente nei Paesi più poveri del mondo. La malattia è diffusa soprattutto nei Paesi tropicali e in quelli in via di sviluppo, ma può dirsi tutt’altro che debellata.

Ogni anno si registrano circa 250.000 nuovi casi di lebbra nel mondo, specialmente nei Paesi del Sud-est asiatico, in Africa, in Brasile, in Indonesia e in India, dove il tasso di contagi è ancora molto elevato.

In tutto il mondo, sono circa 2 milioni le persone segnate in modo permanente dalla malattia di Hansen.

In Italia la lebbra colpisce circa 7-9 persone ogni anno (150 negli Stati Uniti); si tratta perlopiù di persone che hanno soggiornato all’estero, in Paesi in cui la lebbra è ancora endemica, o persone che provengono da tali luoghi, e che si erano già ammalate nei Paesi di origine.

Lebbra: effetti fisici e psicologici della malattia

Data la gravità dei suoi sintomi, la lebbra può avere delle conseguenze significative sia da un punto di vista fisico che psicologico e sociale.

Questa condizione comporta infatti un danneggiamento dei nervi periferici, che a sua volta può causare una riduzione della sensibilità sia agli stimoli tattili che a quelli termici o al dolore.

Ciò vuol dire che il paziente potrebbe non accorgersi di essersi ustionato, ferito o tagliato.

A lungo andare, le continue ferite potrebbero causare delle ulcere e delle vere e proprie mutilazioni, infezioni e deformità del corpo.

Conseguenze psicologiche

Oltre alle conseguenze dal punto di vista fisico, bisogna tenere in considerazione anche quelle psicologiche e sociali.

Proprio a causa delle mutilazioni e delle deformità causate dalla malattia, i pazienti possono infatti essere vittime di uno stigma sociale difficile da sradicare.

Sebbene la lebbra non sia fortemente contagiosa, e sebbene solo di rado sia mortale, coloro che ne sono affetti vengono spesso emarginati, isolati e discriminati dalla società, e ciò comporta dei profondi disagi che investono la sfera psicologica e sociale.

Per far comprendere l’impatto di questa malattia, è stata istituita una giornata di sensibilizzazione, la Giornata Mondiale della lebbra, che ricorre l’ultima domenica di gennaio di ogni anno.

Fonti

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