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Hiv virus: i sintomi e le cure attualmente possibili

Hiv virus: i sintomi e le cure attualmente possibili

I virus dell’immunodeficienza umana (HIV, acronimo inglese che sta per Human Immunodeficiency Virus) sono degli agenti patogeni che provocano un’infezione, anche molto grave. Se la malattia non viene diagnosticata tempestivamente e viene trattata in tempo può avere conseguenze anche molto importanti per la salute, come la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

HIV e AIDS non sono la stessa cosa. L’AIDS è una malattia provocata dall’infezione da Human Immunodeficiency Virus, che colpisce il sistema immunitario abbassandone notevolmente le difese. La sindrome da immunodeficienza acquisita, come tumori e infezioni collegati, sono la conseguenza diretta o indiretta di un’infezione da uno dei due ceppi del virus. Chi è contagiato si dice sieropositivo: la sieropositività si riscontra nelle analisi del sangue, dove sono presenti gli anticorpi HIV.

La sieropositività può essere asintomatica per anni. Ci si può accorgere del contagio anche molto tardi, quando ormai sono insorte le complicazioni dell’infezione e si sono manifestate le infezioni opportunistiche come la polmonite e la toxoplasmosi, ad esempio.

Cos’è il virus HIV

Il virus appartiene al genere Lentivirus, della famiglia dei Retroviridae. I virus che appartengono a questo genere provocano malattie che si protraggono nel tempo e con un periodo di incubazione molto lungo.

Il virione è sferico, con diametro di 100-120 nm. Possiede due membrane esterne, che sono formate dal materiale della cellula da cui l’agente patogeno è nato: sono una capside conoide e una pericapside, che contiene le glicoproteine di membrana virali gp120 e gp41. Conoscerle è stato utile ai ricercatori per frenare l’avanzata dell’infezione.

Il virus è diploide, perché contiene due copie di RNA identiche a polarità positiva (mRNA). Tre i geni per la replicazione posseduti da questo virus (caratteristica comune di tutti i retrovirus):

  • Gag, group-specific antigen
  • Pol, Polymerase
  • Env, Envelope

Quanti virus HIV esistono?

Due i ceppi conosciuti del virus che causa l’AIDS:

  • HIV-1. Il primo virus scoperto, definito anche LAV o HTLB-III. Tra i due è quello a più alta virulenza e infettività. Causa la maggior parte delle infezioni da HIV nel mondo, anche se è maggiormente localizzato in Europa, America e Africa Centrale.
  • HIV-2. Il secondo virus ha una virulenza più bassa e un’infettività bassa rispetto al primo. Si trova principalmente in Africa Occidentale e in Asia.
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Fonte: Photo by National Cancer Institute

Cosa colpisce il virus HIV?

Il virus dell’HIV colpisce il sistema immunitario umano, abbassandone le difese fino a compromettere del tutto la risposta contro agenti patogeni infettivi.

I virus HIV vengono trasmessi come virus RNA avvolti a singolo filamento in senso positivo. Quando colpisce la cellula, l’RNA virale si converte in DNA a doppio filamento che viene importato dal nucleo cellulare diventando parte integrante di quello della cellula. Qui il virus può rimanere latente a lungo o può iniziare a replicarsi.

Trasmissione dell’HIV: modalità di contagio

Il virus si trasmette solo attraverso il contatto con determinati liquidi biologici di persone infette (non consapevoli dell’infezione o non in terapia antiretrovirale efficace):

  • sangue e derivati
  • sperma
  • secrezioni vaginali
  • latte materno

L’infezione avviene quando il virus che è contenuto in questi liquidi entra nel corpo di una persona sana. L’ingresso può avvenire tramite piccole ferite sulla pelle o in lesioni delle mucose non visibili. La contagiosità dipende soprattutto dalla quantità di virus presente nel sangue o nello sperma o nelle secrezioni vaginali di chi è sieropositivo. La contagiosità si azzera quando si è in terapia con farmaci che riescono a contenere la carica virale. Mentre è al massimo nelle prime settimane immediatamente successive all’infezione.

Trasmissione sessuale

La modalità più diffusa di trasmissione di infezione. Sono a rischio tutti i tipi di rapporti sessuali in cui non si usa uno strumento di barriera o altri strumenti di prevenzione. Ricordiamo che avere rapporti sessuali non protetti espone maggiormente anche al rischio di malattie sessualmente trasmissibili.

Trasmissione attraverso il sangue

Oggi nel nostro paese questo rischio è azzerato, per i livelli di qualità e di sicurezza raggiunti dal sistema di trasfusioni. Ma in molti paesi è ancora una via di contagio purtroppo molto attiva. Senza dimenticare che il contagio attraverso il sangue non avviene solo tramite trasfusione, ma anche tramite scambio di siringhe infette o strumenti per l’assunzione di sostanze stupefacenti.

Trasmissione verticale e perinatale (da madre a figlio)

Purtroppo è molto diffusa la trasmissione da mamma sieropositiva al feto o al neonato, durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno, anche se questo fenomeno è molto più raro. Si può ridurre il rischio sottoponendo la mamma a terapia antiretrovirale durante la gravidanza e al neonato nelle prime settimane di vita.

Come non si trasmette l’HIV

Attraverso i seguenti canali il virus non può trasmettersi:

  • saliva
  • lacrime
  • sudore
  • punture di zanzare
  • urine
  • stoviglie condivise
  • carezze
  • baci
  • frequentando bagni, palestre, piscine o altri luoghi
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Fonte: Foto di Welcome to all and thank you for your visit ! ツ da Pixabay

Sintomi dell’HIV

L’infezione da HIV provoca sintomi non in tutti i casi. All’inizio un paziente potrebbe non sapere di essere sieropositivo, arrivando a una diagnosi quando si manifesta una sintomatologia ben più grave. I sintomi variano a seconda della fase dell’infezione affrontata.

Primi sintomi dell’HIV

I primi sintomi dell’infezione compaiono da 1 a 4 settimane dopo il contagio. Nell’80% dei casi notiamo in questa che è definita la Fase 1:

  • febbre
  • rash cutaneo dell’HIV
  • eruzione cutanea
  • gola infiammata
  • candidosi orale
  • linfoadenopatie
  • dolori muscolari
  • mal di testa
  • dolori articolari

Sintomi della Fase 2, asintomatica

Dopo la prima fase, considerata acuta, in cui il sistema immunitario è messo particolarmente a dura prova, inizia la seconda fase, che nella maggior parte dei casi è asintomatica. I pazienti lamentano meno sintomi e questa condizione potrebbe durare a lungo, anche 10 anni. Il virus, però, è attivo e si replica, continuando a danneggiare le difese immunitarie del paziente sieropositivo.

Sintomi della Fase 3, infezione sintomatica da HIV-AIDS

Nella terza fase il sistema immunitario è così compromesso che si potrebbero verificare infezioni, malattie batteriche o fungine, che sono facili da curare, ma che in caso di sieropositività possono diventare pericolose. Sono le cosiddette infezioni opportunistiche. In questa fase i sintomi più comuni sono:

  • perdita di peso
  • sudorazioni notturne
  • febbre
  • tosse persistente
  • diarrea cronica
  • disturbi alla bocca
  • problemi alla pelle
  • infezioni ricorrenti
  • altre malattie gravi

Come capire se si ha l’HIV: diagnosi e test HIV

I sintomi che abbiamo visto in precedenza sono aspecifici. Significa che bisogna valutarli nel loro insieme, perché non esistono sintomi specifici dell’infezione, ma bisogna considerare il quadro di insieme. E anche le possibili situazioni a rischio che potrebbero indurre a pensare a un contagio.

Per una diagnosi di HIV bisogna eseguire prima un test del sangue (test ELISA) che può individuare la presenza di anticorpi specifici del virus. Il test ELISA deve essere confermato poi dal test Western Blot.

L’HIV si vede dalle analisi del sangue

Il test ELISA è l’unico modo che abbiamo per sapere se si è sieropositivi. È consigliato a chi di recente ha avuto rapporti non protetti dal preservativo, a chi ha condiviso aghi per l’iniezione di farmaci o droghe, a chi si è messo a rischio di contrarre l’infezione in altro modo. Eseguire il test periodicamente può essere consigliato se si è sessualmente attivi, per vivere con tranquillità le proprie relazioni (anche se la prevenzione è sempre fondamentale e non dobbiamo mai abbassare la guardia).

Il Test HIV di terza generazione o anticorpi ELISA o semplicemente test ELISA è un semplice esame del sangue. Se è positivo, indica la presenza di virus HIV nel corpo. Per essere affidabili questi test devono essere eseguiti però a 90 giorni dall’evento che ci ha messo a rischio, perché all’inizio gli anticorpi potrebbero non essersi ancora formati.

Esistono anche dei test di quarta generazione (antigene / anticorpo combinato ELISA) che non cercano solo gli anticorpi, ma anche le proteine strutturali del virus, visibili nel sangue anche dopo poche settimane dall’infezione, prima d ella risposta immunitaria.

HIV autotest

Esistono in commercio anche dei test rapidi, per individuare gli anticorpi nella saliva, nelle urine o nel sangue. L’affidabilità è a partire dal terzo mese dopo la situazione a rischio. In 20 minuti e in completa autonomia si può avere il risultato. Che però è sempre bene confermare con un test ELISA standard, perché la possibilità di avere un falso positivo è leggermente più alta.

cure per l'hiv
Fonte: Nick Youngson CC BY-SA 3.0 Pix4free

HIV, cure

Purtroppo al momento non esistono cure per l’eradicazione dell’infezione da HIV. Il trattamento prevede una serie di prescrizioni per tenere a bada la replicazione del virus, per ridurne la carica virale e per tenere sotto controllo i sintomi.

Oggi la terapia antiretrovirale è quella risultata più efficace. Tramite la somministrazione di farmaci specifici, infatti, si può bloccare la riproduzione del virus nelle cellule, riducendo la quantità di agenti patogeni presenti nell’organismo. Sono diverse le classi di farmaci per l’infezione da HIV combinate insieme per tenere sotto controllo il virus e garantire una buona qualità della vita alle persone sieropositive.

Il vaccino contro l’HIV esiste?

Un vaccino contro l’HIV ancora non esiste. Da tempo i ricercatori stanno studiando come prevenire la malattia usando anche le nuove tecniche a disposizione della scienza medica. E l’esperienza del vaccino contro il coronavirus potrebbe aiutare. A differenza della Covid-19, però, sappiamo che è più complesso realizzare un vaccino contro l’HIV. Gli antigeni sono stati scoperti solo nella seconda metà dello scorso decennio, visto che erano ben nascosti. Da allora gli scienziati sono al lavoro per trovare un modo per sintetizzare queste strutture e creare la materia base per un vaccino.

Tra gli ostacoli incontrati lungo la strada, anche il fatto che l’HIV non ha un solo antigene, ma più di uno: il vaccino dovrebbe istruire il sistema immunitario a riconoscerli tutti e a produrre anticorpi per ognuno di essi. Questo virus ha tante e diverse Spike e la sua replicazione è molto più rapida rispetto a quella di altri agenti patogeni simili. Ma la speranza è di riuscire prima o poi a mettere a punto uno strumento di difesa utile. Per sconfiggere definitivamente una pandemia che va avanti da 40 anni.

Prevenzione

Per prevenire l’infezione da HIV bisogna evitare tutte quelle situazioni che potrebbero metterci a rischio, tenendo in considerazione che le modalità di trasmissione del virus sono le tre precedentemente descritte:

  • Usare sempre il preservativo dall’inizio del rapporto, anche orale.
  • Evitare rapporti occasionali.
  • Non condividere mai siringhe e altri oggetti taglienti.
  • Pretendere che durante una seduta per tatuaggi o piercing siano usati strumenti monouso e rigorosamente sterili.

 

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Fonte: aids hiv

Come si individua l’HIV: tutto quello che devi sapere

Come abbiamo visto, il virus dell’HIV, che causa l’AIDS, può mostrarsi in modo asintomatico dopo il contagio o con sintomi aspecifici che bisogna valutare insieme per arrivare a una diagnosi tempestiva. La pandemia provocata da questo agente infettivo è diffusa in tutto il mondo: la ricerca scientifica ha fatto passi da giganti per quello che riguarda la cura dei pazienti sieropositivi, la cui aspettativa di vita è decisamente aumentata rispetto agli anni Ottanta, quando la malattia è esplosa causando moltissimi morti del mondo.

La prevenzione è fondamentale, soprattutto per le modalità di trasmissione del virus HIV. Dopo un rapporto potenzialmente a rischio è sempre bene sottoporsi a un test, da ripetere successivamente per sicurezza. Perché solo una diagnosi precoce può aiutare ad affrontare in tempo la malattia, evitando conseguenze ben più gravi. Anche perché, purtroppo, non è ancora stato messo a punto un vaccino contro l’HIV, anche se i ricercatori sono al lavoro in tutto il mondo per dare prima o poi quella bella notizia che tutti attendiamo.

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