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Glaucoma: sintomi e cause

Il glaucoma è una malattia dai sintomi subdoli, nota anche come “il ladro silenzioso della vista”. Questa condizione può manifestarsi a tutte le età, ma è sicuramente più frequente nelle persone di età superiore ai 60 anni. La malattia va a intaccare la capacità visiva del paziente, influenzando prima la visuale periferica, poi quella centrale, con effetti progressivi e irreversibili.

Glaucoma: sintomi e cause

Fonte immagine: Pixabay

Il glaucoma è una malattia che può causare sintomi molto gravi e che comporta una progressiva perdita della vista, con conseguenze estremamente dannose per chi ne soffre. In realtà, con questa parola si indica un insieme di condizioni oculari caratterizzate da un progressivo danno del nervo ottico. Solitamente, la perdita della vista è talmente lenta e graduale che il paziente finisce per accorgersene solo quando la malattia ha già raggiunto uno stadio molto avanzato.

È per questo motivo che il glaucoma viene spesso chiamato “il ladro silenzioso della vista”, perché compromette la capacità di vedere, senza che il paziente se ne accorga, perlomeno nelle sue fasi iniziali.

Dopo la cataratta, questa condizione rappresenta la seconda causa di cecità nel mondo (la prima fra le cause di cecità irreversibile). Secondo l’OMS, a soffrire di glaucoma sarebbero dai 60 ai 70 milioni di persone nel mondo, ma molte altre potrebbero esserne affette senza esserne ancora a conoscenza.

In Italia, si stima che le persone con glaucoma siano circa 1 milione, con un trend che appare in continua crescita, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione.

Sebbene la malattia possa comparire a qualsiasi età, a soffrirne sono soprattutto le persone di età superiore ai 60 anni.

Glaucoma occhio: cos’è e a cosa è dovuto

Fonte: Pixabay

Ma quali sono le cause del glaucoma? Per riuscire a rispondere a questa domanda, bisognerà comprendere il meccanismo della malattia e i possibili fattori scatenanti. Il glaucoma è strettamente correlato a una pressione intraoculare troppo elevata, che a sua volta comporta un deterioramento delle cellule nervose della retina e del nervo ottico.

In condizioni fisiologiche, all’interno dell’occhio vi è un liquido chiamato “umor acqueo“. Si tratta di un liquido chiaro e trasparente, composto da acqua, sali, aminoacidi e altre sostanze, che si trova davanti al cristallino, nella camera anteriore e posteriore.

La presenza di questo liquido è essenziale per poter mantenere i valori della pressione intraoculare (Intraocular Pressure, IOP) nei livelli ottimali. Grazie al delicato equilibrio che caratterizza l’occhio, l’umore acqueo viene via via prodotto e riassorbito, in modo che i suoi livelli rimangano stabili e non superino i 20 millimetri di mercurio (mmHg).

Il riassorbimento dell’umor acqueo avviene attraverso il trabecolato, una piccola struttura porosa dell’occhio che ha il compito di far defluire il liquido, in modo da mantenere la pressione intraoculare nei livelli ottimali.

Il glaucoma si verifica quando il trabecolato rallenta il processo di assorbimento del liquido, andando a creare una pressione eccessiva che, progressivamente, danneggerà il nervo ottico, ovvero il nervo che trasmette le informazioni visive dalla retina fino al cervello.

Ciò causerà una riduzione del campo visivo, andando a colpire in primis le aree periferiche, per poi espandersi e andare a intaccare la visione centrale. Poiché i sintomi del glaucoma potrebbero passare inosservati per molto tempo, è essenziale sottoporsi a regolari esami di screening qualora si rientrasse in una categoria a rischio, come quelle che vedremo fra poco.

Pressione intraoculare: valori

Sappiamo adesso che i valori della pressione intraoculare rivestono un ruolo cruciale nello sviluppo del glaucoma. Questi, in condizioni ottimali, dovrebbero rientrare in un range compreso tra i 10 e i 20 mmHg (millimetri di mercurio).

Si può parlare di possibile presenza di glaucoma quando i valori superano i 20-21 mmHg.

Glaucoma a bassa pressione intraoculare

Va però ricordato che esiste una forma di glaucoma a bassa pressione, in cui possono verificarsi dei danni al nervo ottico, pur avendo livelli della pressione intraoculare del tutto normali. In questo caso, la malattia potrebbe essere causata da un insufficiente afflusso di sangue al nervo ottico.

Glaucoma: fattori di rischio

Corrono maggiori rischi di sviluppare questa malattia:

  • Le persone di età superiore ai 60 anni
  • Chi ha parenti di primo grado che hanno avuto la malattia
  • Chi soffre di grave miopia o ipermetropia
  • Chi ha il diabete o soffre di ipertensione
  • Le persone che assumono per molto tempo farmaci corticosteroidi
  • Coloro che hanno subito un trauma o un intervento chirurgico agli occhi.

In gran parte dei casi, la causa del glaucoma non è nota o è dovuta ad alterazioni anatomiche o funzionali dell’occhio (glaucoma primario). Quando la malattia è determinata da patologie sottostanti, si parlerà di glaucoma secondario.

Fra le cause del glaucoma secondario potrebbero esservi infezioni, traumi, disturbi della circolazione oculare, cataratta, intervento chirurgico agli occhi, assunzione di farmaci e tumori.

A questo proposito, teniamo a ricordare che il glaucoma non è un tumore. Sebbene il nome possa trarre in inganno, questa condizione non ha nulla a che vedere con le neoplasie.

Diversi tipi di glaucoma

Fonte: Pixabay

Abbiamo detto che il glaucoma non è una singola malattia, bensì un insieme di condizioni che influenzano la vista, o più esattamente il nervo ottico.

È possibile distinguere i glaucomi in 2 macro-categorie, ovvero:

  • Glaucoma ad angolo aperto: la tipologia più frequente
  • Glaucoma ad angolo chiuso, che si distingue a sua volta in “cronico” e “acuto”.

Quando parliamo di “angolo”, ci riferiamo alla porzione dell’occhio situata tra l’iride e la cornea, la cui congiunzione forma, per l’appunto, un angolo. In questa sede si trova il trabecolato, la struttura attraverso la quale il liquido oculare viene riassorbito. Se l’angolo è troppo stretto o chiuso, l’umore acqueo sarà riassorbito con più difficoltà o potrebbe addirittura risultare bloccato.

Vediamo le differenze tra glaucoma ad angolo aperto e ad angolo chiuso.

Glaucoma ad angolo aperto

In questo casi, il canale di drenaggio dell’occhio non sarà del tutto ostruito, ma nel corso del tempo si verificherà un inadeguato drenaggio dell’umore acqueo.

Questa situazione comporterà un lento ma progressivo aumento della pressione intraoculare, con le gravi conseguenze che vedremo.

Glaucoma ad angolo chiuso

In questo caso, il canale di drenaggio dell’occhio risulta ostruito a causa dell’angolo troppo stretto tra iride e cornea.

Il canale di drenaggio potrebbe bloccarsi in maniera improvvisa (glaucoma ad angolo chiuso acuto) o in modo graduale (glaucoma ad angolo chiuso cronico).

Nel primo caso, siamo di fronte a un’emergenza medica che richiederà trattamenti tempestivi, poiché il paziente rischia di perdere la vista anche a distanza di poche ore dall’inizio dei sintomi.

Glaucoma congenito

Il cosiddetto “glaucoma congenito” si verifica quando la malattia è presente sin dalla nascita del bambino.

Questa forma interessa relativamente pochi bambini (un neonato ogni 30.000), e si manifesta con sintomi come fotofobia (eccessiva sensibilità alla luce), lacrimazione eccessiva e strabismo.

Se ritieni che il tuo bambino possa soffrire di un disturbo oculare, consulta immediatamente il pediatra o uno specialista.

Glaucoma: sintomi

I sintomi del glaucoma possono manifestarsi in maniera subdola e “silenziosa”. Il più delle volte, nelle fasi iniziali il paziente potrebbe non notare alcun segno evidente, per cui potrebbe non ritenere necessario sottoporsi ad eventuali controlli medici.

Il glaucoma, inoltre, può determinare sintomi differenti a seconda delle diverse tipologie. Vediamo quali sono i primi sintomi del glaucoma da riconoscere.

Sintomi del glaucoma ad angolo aperto

In gran parte dei casi, questa tipologia risulta del tutto asintomatica, perlomeno nelle sue fasi iniziali. La malattia può colpire entrambi gli occhi, ma in maniera differente. I sintomi iniziali consistono nella presenza di zone di cecità o macchie in cui si sperimenta una mancanza della vista.

Queste zone di cecità diventano man mano più ampie, fino a congiungersi riducendo drasticamente il campo visivo. Solitamente, la prima a deteriorarsi è la visione periferica.

Sintomi visivi del glaucoma ad angolo aperto

La persona potrebbe accorgersi di non vedere bene lateralmente o potrebbe avere difficoltà nel riuscire a leggere o guidare. Pian piano, la perdita della vista potrebbe estendersi, andando a coinvolgere anche la visione centrale.

Negli stadi finali della malattia, il paziente potrebbe vedere come attraverso un tubo di cartoncino (visione a tunnel), fin quando la vista non sarà perduta del tutto e in maniera irreversibile.

Sintomi del glaucoma ad angolo chiuso acuto

Questa tipologia di glaucoma si distingue in “acuta” e “cronica”. Nel caso del glaucoma acuto, la pressione oculare si alza in modo repentino, e da un momento all’altro il paziente potrebbe avvertire sintomi come:

  • Dolore molto forte
  • Cefalea
  • Nausea e vomito
  • Occhio arrossato
  • Vista annebbiata
  • Vedere aloni colorati intorno alle luci
  • Improvvisa perdita della vista.

In questo caso, ci troveremo di fronte a un’emergenza medica, per cui sarà importante chiamare al più presto i soccorsi. Il paziente, infatti, rischia di perdere la vista nell’arco di poche ore dalla comparsa dei sintomi.

Sintomi del glaucoma ad angolo chiuso cronico

In questa seconda tipologia, i sintomi sono simili a quelli del glaucoma ad angolo aperto. Il paziente potrebbe sperimentare disturbi come:

  • Occhi arrossati
  • Vista annebbiata
  • Mal di testa
  • Comparsa di aloni colorati attorno alle luci
  • Forte dolore agli occhi.

I sintomi possono manifestarsi con una certa intensità per un paio di ore, per poi regredire nuovamente. Tuttavia, ad ogni “ricaduta” la patologia subisce un ulteriore aggravamento.

Chi ha il glaucoma diventa cieco?

glaucoma sintomi
Fonte: Pixabay

Abbiamo visto che questa malattia è considerata cronica, degenerativa e progressiva. Ciò vuol dire che, se non individuata o trattata in tempo e in modo adeguato, il paziente può rischiare di andare incontro a cecità permanente.

Il glaucoma, infatti, è considerato la prima causa di cecità (parziale o totale) irreversibile al mondo.

Il glaucoma è curabile?

Allo stato attuale, non è possibile invertire gli effetti del glaucoma. Tuttavia, esistono dei trattamenti in grado di interromperne la progressione, con risultati eccellenti per i pazienti che ricevono una diagnosi quanto più precoce possibile.

Se ritieni di manifestare alcuni dei sintomi del glaucoma, sottoponiti al più presto a una visita oculistica approfondita, spiegando al medico quali sintomi hai sperimentato e in quali occasioni.

Lo specialista ti porrà una serie di domande per individuare i tuoi fattori di rischio per il glaucoma, e – se lo riterrà necessario – eseguirà una serie di test, come la misurazione della pressione oculare, la valutazione del nervo ottico e altri esami necessari per valutare gli eventuali segni di glaucoma o di altre patologie oculari.

Come si può guarire dal glaucoma?

Sebbene, in realtà, non sia possibile “guarire” dal glaucoma (nel senso che non è possibile eliminare radicalmente la malattia e cancellarne gli effetti), è oggi possibile ridurre la progressione del danno oculare grazie a degli approcci mirati.

La terapia prevede la somministrazione di colliri ipotonizzanti, utili per ridurre la pressione intraoculare. Se necessario, potrebbero essere adottati ulteriori trattamenti, ovvero l’intervento con laser o quello chirurgico (trabeculectomia), impiegati per preservare la vista del paziente.

La cura più adatta dovrà essere valutata in base alle condizioni mediche e alle esigenze specifiche del paziente.

Glaucoma e invalidità

I pazienti affetti da glaucoma possono richiedere l’invalidità, in quanto l’Inps ne riconosce una percentuale (seppur esigua) per coloro che sono affetti da questa condizione in forma acquisita o congenita.

Il glaucoma, infatti, è considerato una malattia che causa cecità parziale o totale in modo irreversibile, per cui può seriamente compromettere la qualità della vita lavorativa, oltre che relazionale, di coloro che ne soffrono.

L’invalidità per il glaucoma da diritto ad alcuni benefici, come l’assegno o la pensione d’invalidità.

Fonti

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