Benessereblog Salute Malattie Oggi 13 giugno è la Giornata mondiale dell’albinismo

Oggi 13 giugno è la Giornata mondiale dell’albinismo

Oggi 13 giugno è la Giornata mondiale dell’albinismo

Fonte immagine: Pixabay

Oggi, 13 Giugno 2022, in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale dell’albinismo, una ricorrenza molto importante, dedicata alla sensibilizzazione e alla diffusione di una maggiore consapevolezza sull’albinismo e sulle difficoltà che le persone albine devono affrontare ogni giorno.

L’International Albinism Awareness Day è stato istituito nel Dicembre del 2014, per volontà dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Quest’ultima, scelse di proclamare il 13 giugno come la Giornata Mondiale dell’Albinismo, per far fronte al bisogno urgente di richiamare l’attenzione sugli attacchi e sulle discriminazioni subite dalle persone con tale condizione.

L’albinismo nel mondo

Questa condizione, causata da fattori genetici, colpisce circa una persona su 17.000 nel mondo, ma in alcune aree è estremamente diffusa.

In Africa, ad esempio, l’incidenza è di gran lunga superiore. Nell’Africa sub-sahariana, le unioni fra consanguinei provocano infatti una maggiore diffusione di questa anomalia genetica congenita.

Si stima che in Tanzania nasca un bambino albino ogni 1.400, mentre nello Zimbabwe è albina una persona ogni 1000.

Purtroppo, come vedremo, è proprio la persecuzione degli albini africani a destare il maggior allarme nella comunità internazionale.

I sintomi dell’albinismo

Chi è affetto da albinismo che sintomi manifesta? Probabilmente, pensando alle persone albine, ti verranno in mente caratteristiche come capelli chiarissimi (o bianchi), pelle molto chiara e occhi chiari. In realtà i sintomi sono numerosi. Questa condizione è causata da una carenza di melanina, il pigmento che dona colore – per l’appunto – a occhi, pelle e capelli.

Ciò comporta l’aspetto chiarissimo che ben conosciamo. Spesso le nostre conoscenze in merito a questa condizione si fermano qui.

In realtà, l’albinismo può comportare anche altri sintomi. In alcuni casi, può colpire solo alcune aree della pelle o dei capelli. La malattia può essere limitata soltanto agli occhi (tipologia oculare) o colpire sia occhi che pelle (albinismo oculo-cutaneo).

Ma come vedono gli albini? L’albinismo può causare significativi disturbi alla vista, con sintomi come:

  • Difficoltà visive
  • Strabismo
  • Miopia, ipermetropia o astigmatismo
  • Fotofobia (maggiore sensibilità alla luce)
  • Nistagmo (movimenti incontrollati e rapidi dell’occhio)

Inoltre, l’albinismo espone il soggetto a un aumentato rischio di sviluppare malattie della pelle, tumori in primis, ragion per cui è fondamentale adottare tutte le strategie di prevenzione per difendersi dall’azione dannosa dei raggi solari.

Esistono delle cure?

Allo stato attuale non esistono cure risolutive per trattare questa condizione. Tuttavia, è possibile adottare strategie e seguire trattamenti per tenerne sotto controllo i sintomi e ridurre il rischio di complicazioni gravi.

Oltre all’applicazione di appositi filtri solari, sarà necessario sottoporsi a regolari controlli medici, con visite dermatologiche, controlli dei nei e visite oculistiche periodiche, in modo da individuare tempestivamente eventuali problematiche e affrontarle in modo adeguato.

Giornata mondiale dell’albinismo 2022: troppi pregiudizi ancora da combattere

Fonte: Pixabay

Abbiamo già visto a cosa è dovuto l’albinismo. Questa anomalia ha cause genetiche. Non si diventa albini, ma si nasce con questa condizione. E no, gli albini non hanno poteri paranormali, come molte persone ancora pensano.

Questi sono solo alcuni dei pregiudizi sugli albini, ma la situazione è ancor più difficoltosa in alcune zone del mondo.

Violenza e discriminazione sono due parole che i “neri albini” (così vengono spesso definite le persone albine che vivono in Africa), conoscono molto bene.

La persecuzione degli albini in Africa

In queste aree, dove la popolazione è di colore, chi ha una pelle bianca come il latte, capelli biondissimi e – in generale – chi è affetto da albinismo, è visto come un “diverso”, come una minaccia, o in alcuni casi, come un portatore di sfortuna.

Questa radicata convinzione porta tante persone ad aggredire, attaccare e persino uccidere e violentare le persone albine. In molti Paesi africani, è credenza popolare che possedere una parte del corpo di una persona albina (come un organo o la pelle per esempio) possa tenere alla larga il malocchio e la sfortuna.

La pelle di un albino, in alcuni paesi dell’Africa, può essere venduta per 500 euro, con prezzi anche maggiori per altre parti del corpo.

Solo negli ultimi 10 anni, centinaia di persone albine, bambini e adulti, hanno subito attacchi e violenze. La stregoneria è stata identificata come una delle primarie cause di questi attacchi.

Secondo quanto riportato, solo nell’ultimo anno, in Mali, 5 persone albine sono state sacrificate durante atti di stregoneria.

Giornata mondiale dell’albinismo: la situazione in Italia

Naturalmente la situazione in Italia non ha nulla a che vedere con il modo in cui vivono gli albini in Africa e con le sofferenze alle quali sono esposti.

Tuttavia, i pregiudizi non mancano anche nel nostro Paese. C’è chi ritiene, ad esempio, che l’albinismo causi dei deficit cognitivi o ritardo mentale, o c’è chi pensa che gli albini vedano al buio, come i gatti, o che vedano tutto in bianco e nero.

L’ignoranza in merito a questa malattia porta a fare supposizioni errate e spesso molto offensive. Anche in occidente, quindi, c’è ancora del lavoro da svolgere per far conoscere questa condizione e sfatare i falsi miti sull’albinismo.

In Italia, ad impegnarsi per sostenere gli inviolabili diritti delle persone albine è l’associazione Albinit, che sin dal 2008 coinvolge i volontari e diffonde informazioni per far conoscere questa condizione.

La Giornata mondiale dell’albinismo, come quella che celebriamo quest’oggi, serve proprio a sensibilizzare quante più persone possibile, serve a far conoscere la situazione degli albini in Africa e nel resto del mondo, e ad aprire un dialogo costruttivo, sia con le famiglie che con le scuole, per far conoscere le problematiche legate all’albinismo e le migliori strategie per risolverle.

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