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Giornata Internazionale per la Preparazione contro le Epidemie

Oggi, 27 Dicembre, ricorre la Giornata Internazionale per la Preparazione contro le Epidemie, una giornata di sensibilizzazione istituita con lo scopo di ricordare quanto sia importante stabilire delle strategie efficaci per fronteggiare le future crisi sanitarie, in modo che il dramma del Covid-19 non si ripeta, e che tutti i Paesi abbiano gli strumenti necessari per far fronte ad eventuali future emergenze.

Giornata Internazionale per la Preparazione contro le Epidemie

Fonte immagine: Pixabay

Oggi, 27 Dicembre, ricorre la Giornata Internazionale per la Preparazione contro le Epidemie. Questa particolare giornate riveste un’importanza pubblica quanto mai fondamentale, poiché mira a fornire una risposta concreta ed efficace alla crisi sanitaria globale innescata sin dallo scoppio della pandemia di Covid-19, e a quelle che potrebbero presentarsi in futuro.

La pandemia che stiamo tutt’ora affrontando è un’emergenza sanitaria che è riuscita a mettere a durissima prova tutti i Paesi del mondo, nessuno escluso, portando in luce le debolezze e le vulnerabilità dei sistemi sanitari globali.

La decisione di istituire una giornata dedicata alla prevenzione e a una migliore gestione delle epidemie nasce proprio dall’urgente necessità di rinforzare il settore sanitario globale.

La giornata di sensibilizzazione che celebriamo oggi, è stata istituita per la prima volta 2 anni fa, nel 2020, per volere dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ed è nata in un momento di grande crisi mondiale, un’emergenza che ha avuto degli effetti devastanti sulla vita di tante persone, soprattutto di quelle più vulnerabili, quelle che vivono in Paesi a basso reddito, specialmente donne e bambini.

Cosa ci ha insegnato la pandemia di Covid?

Fonte: Pixabay

C’è chi dice che la pandemia che stiamo ancora attraversando non ci abbia insegnato nulla. C’è chi sostiene che abbia cambiato le persone in peggio, e c’è invece chi ha colto un messaggio da questa situazione fuori dall’ordinario, chi ha appreso una preziosa lezione, e cioè che il mondo non era preparato per far fronte un’epidemia, e ancor meno a una pandemia di portata globale.

I sistemi sanitari non erano pronti a rispondere in modo adeguato a una situazione di simile entità, né lo erano i sistemi scolastici, lavorativi, sociali ed economici.

Epidemie di tale portata possono lasciare profonde ferite a lungo termine, possono mettere in ginocchio interi Paesi su molti fronti. E alla luce di tutto questo, appare chiaro quanto sia importante avere a disposizione gli strumenti e le conoscenze adeguate per fronteggiare future epidemie di malattie infettive.

Lo ha spiegato anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres:

Il Covid-19 ha dimostrato quanto velocemente una malattia infettiva possa dilagare nel mondo, spingere i sistemi sanitari al limite e sconvolgere la vita quotidiana di tutta l’umanità. Ha anche rivelato il nostro fallimento nell’imparare le lezioni delle recenti emergenze sanitarie come SARS, influenza aviaria, Zika, Ebola e altre.

L’appello dell’OMS e delle Nazioni Unite

In occasione dell’International Day for Epidemic Preparedness, le Nazioni Unite e l’OMS richiamano l’attenzione sulla necessità di creare dei sistemi sanitari resilienti, in grado di fronteggiare anche le emergenze più gravi, raggiungendo tutti, soprattutto le persone più vulnerabili.

Per farlo, spiegano, è necessario stabilire degli investimenti, mirati a potenziare il settore sanitario di ciascun Paese del mondo, e ottimizzare le risorse necessarie per fronteggiare nuove epidemie.

Milioni di vite sono state perse e centinaia di milioni di persone si sono ammalate. Le economie sono state distrutte, i sistemi sanitari sono stati messi a dura prova e sono stati persi trilioni di dollari. I paesi in via di sviluppo sono stati spesso lasciati a se stessi. Abbiamo bisogno di un accesso equo a vaccini, trattamenti, diagnostica e tecnologia salvavita per tutti i paesi.

Senza un vero impegno da parte della comunità internazionale, senza uno sforzo sinergico, che coinvolga tutti, future epidemie potrebbero avere conseguenze ancor più devastanti in termini di intensità e gravità.

27 Dicembre | Giornata Internazionale per la Preparazione contro le Epidemie: gli obiettivi da raggiungere

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La giornata di oggi si prefigge un obiettivo ben preciso, uno scopo che in realtà dovremmo perseguire ogni giorno, e cioè quello di sostenere l’importanza di una corretta ed efficace prevenzione.

È necessario che avvenga un libero scambio di informazioni e conoscenze scientifiche, una vera collaborazione fra Paesi, per fronteggiare le emergenze che si presenteranno in futuro.

Quel che è certo, è che il Covid-19 non sarà l’ultima pandemia che la comunità mondiale dovrà affrontare, e questo fatto non si può ignorare.

È necessario acquisire maggiore preparazione per poter fronteggiare emergenze non così lontane come si potrebbe pensare.

Bisogna monitorare i virus che potrebbero generare nuove epidemie. Bisogna combattere fenomeni come la resistenza agli antibiotici, lo sviluppo di nuove infezioni potenzialmente pandemiche e la propagazione di malattie già note: tutti problemi che ci riguardano da vicino, per i quali ad oggi non esistono ancora delle risposte risolutive ed efficaci.

A giocare un ruolo di primo piano, in questo contesto, sono certamente le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma anche i Governi, le Ong, i privati, le istituzioni scientifiche e mediche e, non ultimi, i singoli cittadini: siamo tutti chiamati a cooperare per trovare una soluzione a un problema che riguarda ognuno di noi.

L’importanza di combattere la pseudoscienza

27 Dicembre | Giornata Internazionale per la Preparazione contro le Epidemie
Fonte: Pixabay

I membri dell’Oms fanno notare che, per poter prevenire e fronteggiare nuove emergenze sanitarie, è assolutamente importante riuscire a debellare un fenomeno tanto dannoso quanto diffuso, quello della disinformazione e della pseudoscienza.

Solo fornendo alle persone le corrette informazioni scientifiche, supportate da fatti ed evidenze, sarà possibile non solo combattere le epidemie, ma anche prevenirle.

In questo quadro, tutti i Paesi devono procedere verso un’unica direzione:

Una pandemia non può essere combattuta paese per paese. Il mondo deve riunirsi. Il COVID-19 è stato un campanello d’allarme.

Al centro di questo processo, sottolinea l’OMS, dovrà esservi soprattutto il cosiddetto “One Health approach”, un approccio che integri la salute umana, quella animale e ambientale, tre elementi che fanno parte di un unico sistema. Tre fattori, che non possono e non devono più essere considerati come dei mondi separati.

In questa giornata, le Nazioni Unite invitano dunque a svolgere attività di sensibilizzazione e di informazione, per far comprendere l’importanza della prevenzione e di un’adeguata preparazione contro delle potenziali crisi sanitarie.

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