Benessereblog Salute Febbre del Nilo, casi in Italia: come si riconosce, i sintomi e le cure della West Nile Fever

Febbre del Nilo, casi in Italia: come si riconosce, i sintomi e le cure della West Nile Fever

La febbre del Nilo è un'infezione provocata da un virus, che si trasmette tramite puntura di una zanzara infetta. Presente anche in Europa dagli anni Cinquanta, i casi in Italia sono in aumento: gli esperti di malattie tropicali suggeriscono che questa infezione e altre come la Dengue sono in crescita a causa dei cambiamenti climatici, che provocano estate più calde e lunghe. I sintomi non sono spesso presenti e questo rende difficile la diagnosi. Non ci sono cure o vaccini

Febbre del Nilo, casi in Italia: come si riconosce, i sintomi e le cure della West Nile Fever

La febbre del Nilo o febbre West Nile o West Nile Fever è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), che appartiene alla famiglia dei Flaviviridae. Lo hanno isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile da cui prende il nome. Il virus possiamo trovarlo in Africa, in Asia Occidentale, in Europa, in Australia, in America. A causa dei cambiamenti climatici e delle temperature più calde sulla terra, la malattia, trasmessa alle persone tramite puntura di zanzara, è sempre più diffuso. I casi di febbre del Nilo in Italia sono in crescita.

Casi di febbre del Nilo in Italia, settembre 2023

Febbre del Nilo e Dengue sono malattie sempre più presenti anche alle nostre latitudini, complici estati lunghe e calde e temperature che sono quasi sempre sopra la media stagionale. In Italia, il numero di infezioni trasmesse dalla puntura di zanzare è salito: da inizio estate a settembre i casi sono stati 237, di cui 13 purtroppo con esito mortale. A monitorare l’andamento di queste patologie è l’Istituto Superiore di Sanità: dal primo caso a luglio scorso, sono arrivate segnalazioni da 49 province, con il coinvolgimento di 9 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società di Malattie Infettive e tropicali (Simit), spiega perché i casi sono in aumento:

La globalizzazione degli spostamenti e la tropicalizzazione del clima dell’Italia stanno facendo crescere infezioni limitate prima ad altre parti del mondo, hanno iniziato a circolare in Italia, come West Nile, Dengue e la Chikungunya veicolate dalla zanzara Aedes albopictus. I casi sono sottostimati rispetto a quelli reali.

Cos’è la febbre del Nilo

La malattia di West Nile o West Nile Disease (WND) è un’infezione virale provocata da un virus a RNA, che appartiene alla famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus, denominato West Nile Virus (WNV). Isolato per la prima volta in Uganda nel 1937, nell’omonimo distretto, da una donna con febbre, oggi è diffuso praticamente in tutto il mondo. In Europa è presente dal 1958.

Il contagio avviene tramite puntura di zanzara infetta, attraverso il ciclo secondario o epidemico: le zanzare adulte sono vettori ponte che trasmettono il virus a cavalli e persone, diffondendo l’infezione. I vettori sono solitamente le zanzare del genere Culex di specie modestus e specie pipiens. Altri mezzi di infezione documentati, ma decisamente rari, sono i trapianti di organo, le trasfusioni di sangue e la trasmissione tra madre e feto in gravidanza.

Il periodo di incubazione varia tra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nelle persone con deficit del sistema immunitario.

febbre del Nilo

Sintomi della febbre West Nile

La maggior parte delle persone infette non mostra sintomi. L’eventuale sintomatologia riportata è nel 20% dei casi leggera e comprende:

  • febbre
  • mal di testa
  • nausea
  • vomito
  • linfonodi ingrossati
  • sfoghi cutanei

I sintomi possono variare a seconda dell’età dei pazienti. Nei bambini la febbre è leggera, nei giovani mediamente alta ed è accompagnata da occhi rossi, mal di testa e dolori muscolari. Invece, negli anziani e nei soggetti deboli i sintomi sono più pesanti da affrontaree. La sintomatologia è grave nell’1% delle infezioni, circa una persona su 150, e comprende:

  • febbre molto alta
  • mal di testa forte
  • debolezza muscolare
  • disorientamento
  • tremori
  • torpore
  • disturbi alla vista
  • convulsioni
  • paralisi
  • coma

Come si cura la West Nile Fever

L’infezione non sempre si manifesta con sintomi clinici facilmente riconoscibili. La diagnosi avviene, oltre che tramite visita, anche attraverso l’uso di test sierologici per la ricerca di anticorpi specifici. I test usati sono:

  • ELISA IgM
  • ELISA IgG
  • Sieroneutralizzazione virale
  • Test di riduzione del numero delle placche

Una volta diagnosticata l’infezione, non si dà il via a una terapia specifica, dal momento che non esiste. Di solito i sintomi tendono a scomparire in pochi giorni o anche in una settimana. Nei casi più gravi è necessario il ricovero in ospedale, per la somministrazione di fluidi intravenosi e il ricorso a respirazione assistita.

Prevenzione

Purtroppo non esiste un vaccino per proteggere le persone dal virus. Evitare il più possibile le punture di zanzara, soprattutto nelle zone a rischio ed endemiche, oltre che controllare la riproduzione di tali insetti, è fondamentale.

Fonti:

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