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Fare del bene per stare meglio

Fare del bene ci aiuta a stare meglio, ma bisogna considerare diversi fattori: ecco di quali si tratta secondo gli esperti.

Fare del bene per stare meglio

Fare del bene ci aiuta a stare meglio. Lo avreste mai detto? Nell’era di internet, e soprattutto in quella di Facebook e degli altri social media, talvolta viene da chiedersi dove sia finita la bontà umana.

Di certo non nell’animo dei cosiddetti “leoni da tastiera”, che spesso con i loro commenti alimentano odio e intolleranza nella popolazione. E di certo non alberga neanche nell’animo di persone che – come dimostrano i recenti fatti di cronaca – covano solo odio e rancore dentro di sé, e che sfogano la loro cattiveria picchiando e uccidendo persone innocenti.

Fortunatamente esistono però anche tante persone che si impegnano ogni giorno per fare del bene, non per forza con gesti eclatanti, ma semplicemente essendo gentili e generose nei confronti di coloro che le circondano.

Aiutare la vicina di casa a salire la spesa, dare una mano a una persona che non riesce ad attraversare la strada, portare del cibo agli animali randagi. Questi sono solo alcuni degli atti di generosità e gentilezza che possiamo compiere ogni giorno, atti che possono migliorare la vita delle persone che li ricevono, ma anche la nostra. Essere generosi e fare del bene infatti può aiutarci a sentirci meglio, ed a confermarlo ci pensa adesso anche la scienza.

Compiere atti di gentilezza e aiutare le altre persone può infatti essere positivo per la nostra salute e il nostro benessere, come rivela uno studio pubblicato dall’American Psychological Association sulla rivista Psychological Bulletin.

La generosità ti fa bella (e sana)

Gli autori dello studio spiegano innanzitutto che non tutti i comportamenti generosi hanno lo stesso effetto. Rispetto ad andare a servire un pasto alla mensa dei poveri, aiutare una persona in difficoltà con un atto di altruismo non programmato può infatti regalare maggiori benefici. Il perché è facile da intuire: fare volontariato regolarmente rischia di rendere la nostra generosità qualcosa di monotono, mentre aiutare persone o animali in modo spontaneo e non programmato può avere effetti più evidenti e significativi.

Il comportamento prosociale – altruismo, cooperazione, fiducia e compassione – sono tutti ingredienti necessari di una società armoniosa e ben funzionante, e la nostra analisi mostra che contribuisce anche alla salute mentale e fisica,

hanno spiegato gli autori, i quali hanno eseguito una meta-analisi di 201 studi indipendenti (per un totale di 198.213 partecipanti), ed hanno esaminato la connessione esistente tra comportamento prosociale e livelli di benessere. Ebbene, a quanto pare le due cose sono strettamente collegate, con l’aiuto “informale” che è risultato maggiormente benefico rispetto al volontariato programmato.

In futuro i ricercatori potrebbero voler esaminare anche altri fattori. Potrebbero ad esempio scoprire se una maggiore prosocialità rappresenta sempre qualcosa di positivo, o se non esista in realtà un “livello ideale” di generosità oltre il quale non bisognerebbe andare, per non compromettere il benessere del cosiddetto “donatore”.

via | ScienceDaily
Foto di Pete Linforth da Pixabay

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