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Dieta curativa intestinale: cos’è e a chi serve seguirla

Dieta curativa intestinale: cos’è e a chi serve seguirla

La dieta curativa intestinale è un regime alimentare particolare, utile a ripristinare il corretto equilibrio tra batteri buoni e cattivi dell’intestino. Lo stress, l’alimentazione scorretta e poco varia, l’uso di antibiotici, sono alcune delle cause primarie di disbiosi. La flora batterica si altera e noi sperimentiamo tutta una serie di fastidiosi disturbi.

Si va dal classico gonfiore di pancia, meteorismo, digestione rallentata, fino a sonnolenza e difficoltà di concentrazione nel corso della giornata. Ma quello che è maggiormente importante, un intestino non in salute, è anche meno capace di reagire agli attacchi esterni. Ecco perché, per mantenere alte le difese immunitarie, tutto deve passare da lì, dall’ultima parte dell’apparato digerente.

La dieta curativa intestinale è quindi una buona soluzione per tutti, ma diventa proprio importante in casi particolari. È spesso suggerita a chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile, malattia infiammatoria intestinale, proliferazione batterica dell’intestino tenue. Ma anche celiachia, reflusso gastroesofageo e problemi di intolleranze alimentari.

Sì, visto che la dieta curativa intestinale altro non è che una dieta ad esclusione. È un regime alimentare che si cuce addosso alla singola persona per il problema specifico che ha. In pratica, andando ad eliminare cibi infiammatori e sostituendoli con un menù meglio recepito dal proprio organismo, si punta a risolvere la disbacteriosi.

Per quanto, come detto, ogni dieta sia specifica, alla base ci sono alcuni tratti comuni. E li vediamo qui di seguito.

Dieta curativa intestinale: alimenti da evitare

I grani raffinati, alla base di pasta e pane bianco, sono in genere i primi ad essere eliminati. Essi stimolano il processo infiammatorio, quindi favoriscono l’eccessiva presenza di batteri cattivi nell’intestino. Allo stesso modo via anche gli alimenti trasformati, quindi cibi da fast food e alimenti confezionati, anch’essi causa di infiammazione.

No ad alimenti ricchi di grassi, soprattutto saturi e trans. Alcuni studi hanno dimostrato che possono ridurre il Lactobacillus e l’Akkermansia muciniphila nel nostro intestino. Occhio anche a latticini e carne rossa. I primi da evitare del tutto o limitare in caso di intolleranze, ricordando però che alcuni prodotti magri come yogurt e kefyr potrebbero invece essere d’aiuto.

La carne rossa anche andrebbe limitata, specie se viene servita dopo cotture violente o ricche di grassi. E attenzione anche ai dolcificanti artificiali. Molti di questi non vengono assorbiti dall’intestino tenue, provocando uno squilibrio dei batteri del colon, flatulenza e diarrea.

I cibi suggeriti per un intestino in salute

Diciamo sì a frutta e verdura fresche e di stagione, ricche di vitamine e minerali, ma anche di tante fibre. I prebiotici in esse contenuti sono nutrimento per i batteri buoni dell’intestino. Se da una parte abbiamo ridotto l’apporto di carboidrati raffinati, dall’altra possiamo sostituirli con quelli integrali, amici del microbioma intestinale.

La dieta curativa intestinale si concentra poi sul consumo di grassi polinsaturi, come omega-3 e omega-6. Il pesce grasso, le uova e la frutta secca non dovrebbero mai mancare, nelle giuste dosi, nel menù settimanale. No alla carne rossa, ma sì a quella magra, come pollo e tacchino. Ma preferendo prodotti biologici, per evitare la presenza di pesticidi e antibiotici.

Il medico potrebbe anche suggerirci di accompagnare la dieta con una cura di fermenti lattici. A noi ricordare comunque che possiamo dare supporto all’intestino anche con i cibi fermentati, ricchi di probiotici. Il miso e i crauti sono cibi normalmente non presenti nella nostra cucina, ma sono ottimi alleati della salute del nostro intestino.

Foto | iStock

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