Benessereblog Salute Cosa sappiamo della variante giapponese del Covid?

Cosa sappiamo della variante giapponese del Covid?

Cosa sappiamo della variante giapponese del Covid?

Cosa sappiamo in merito alla variante giapponese del Covid? Sappiamo che la nuova mutazione è nota con il nome di E484K, e che è anche chiamata semplicemente “mutazione Eek”. Come tutte le altre varianti, anche quella giapponese desta comprensibilmente apprensione. Tuttavia – ammoniscono gli esperti – non è il caso di generare allarmismo.

Lo ha dichiarato anche il virologo Roberto Burioni, che durante una recente intervista avrebbe commentato:

Ormai domina il ‘varianterrorismo’: ogni variante del coronavirus che compare, si fa terrorismo.

In realtà, per quanto riguarda la mutazione giapponese del Covid, prove di una maggiore letalità o pericolosità al momento non ve ne sono. Bisognerà però condurre senza dubbio studi approfonditi che aiutino a comprendere gli effetti della variante sui vaccini e sulla salute dei pazienti. Dal canto suo, Burioni sembra essere molto fiducioso:

E’ normalissimo che un virus nuovo generi varianti, dobbiamo preoccuparci quando queste hanno caratteristiche che le rendono pericolose. La variante inglese, ormai dominante in Italia, è molto pericolosa perché è molto più contagiosa e anche più letale, causa malattia più grave.

Tuttavia, spiega l’esperto, “varianti in grado di superare l’immunità indotta dai migliori vaccini non ce ne sono“.

La variante giapponese del Covid preoccupa Tokyo

Intanto, in base ai dati riportati da Tokyo sembra che negli ospedali della capitale del Giappone il 70% dei pazienti Covid presenti questa mutazione. La nuova variante scoperta nei giorni scorsi preoccupa il Paese soprattutto in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2021, la cui organizzazione era già stata posticipata lo scorso anno a causa della pandemia, e che – in base ai piani – dovrebbero avere luogo a partire dal 23 luglio 2021.

Al momento – lo ricordiamo – le varianti del Covid che impensieriscono maggiormente gli esperti sono quella inglese, la variante brasiliana e quella sudafricana. Nonostante ciò, in realtà di mutazioni ve ne sono moltissime altre, e tutte sono sotto attento esame da parte di esperti e ricercatori di tutto il mondo, il cui obiettivo è proprio quello di comprendere se e in che modo le nuove mutazioni del virus possono influenzare lo sviluppo o il decorso della malattia.

Per questa ragione, molte ricerche si concentrano proprio sull’efficacia delle vaccinazioni anti Covid, grazie alle quali anche il problema delle varianti potrà essere gestito in maniera più efficace.

via | Corriere, AdnKronos
Image by djedj from Pixabay

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