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Contraccezione, solo il 16% delle donne è veramente informato

Contraccezione, solo il 16% delle donne è veramente informato

Le italiane non sono tanto sicure di essere debitamente informate in materia di contraccezione ormonale: a rivelarlo è la SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, che ha calcolato una percentuale del 16% di donne informate sui sistemi contraccettivi ormonali. È un numero relativamente basso che ha però un picco in Sardegna, con il primato nazionale di uso di sistemi ormonali scelti da oltre il 30% delle donne sarde.

Le italiane si sentono poco sicure, insomma, ma i contraccettivi ormonali li usano e li pretendono: questo spiega fortunatamente il contenuto numero di mamme adolescenti registrate nel 2013, con 220 ragazze più giovani di 19 anni diventate madri, e una cifra di aborti abbastanza nella media, che ha fatto registrare circa 2.157 interruzioni volontarie di gravidanza su tutto lo Stivale nello scorso anno.

Valeria Dubini, consigliere nazionale della Sigo, sottolinea come alcuni dati evidenzino una volontà di informazione abbastanza paradossale: alla necessità di contraccezione si contrappone la mancata volontà, o l’imbarazzo, di confrontarsi con un medico, preferendo discutere di sistemi contraccettivi con amiche e conoscenti, o col partner.

Il 20% delle italiane non ha mai parlato di contraccezione con il proprio ginecologo, preferendogli interlocutori non qualificati come partner, amiche e parenti. Una su quattro è disposta a cambiare il metodo che utilizza, se quello nuovo presenta meno rischi rispetto al precedente.

Un dato positivo però è emerso: a settembre è stato registrato un aumento del 30% nel numero di visite dai ginecologi. Non solo prevenzione e preoccupazione per la propria salute intima a quanto pare, perché la SIGO spiega questo boom con la paura di una gravidanza indesiderata o di malattie sessualmente trasmesse, facile eredità dell’estate, ma anche con le richieste di contraccezione più “smart” che possono riguardare i recenti ritrovati della medicina nel campo della prevenzione da gravidanze indesiderate, come i contraccettivi intrauterini o le pillole più leggere, con pochi o nulli effetti collaterali. Le italiane ci tengono alla contraccezione ormonale nonostante i retaggi culturali, ma soprattutto tengono alla propria salute.

Via | AGI

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