Dormire bene

Come scegliere il cuscino giusto per dormire meglio: guida pratica tra posizione, altezza e disturbi notturni

Come scegliere il cuscino giusto per dormire meglio: guida pratica tra posizione, altezza e disturbi notturniCome scegliere il cuscino giusto per dormire meglio: guida pratica tra posizione, altezza e disturbi notturni

Il cuscino pesa sulla qualità del sonno molto più di quanto si immagini. Per sette o otto ore tiene in linea testa, collo e spalle. Se altezza o forma sono sbagliate, il corpo passa la notte a rimediare come può: arrivano i risvegli, la tensione muscolare, quella stanchezza che resta addosso anche dopo tante ore a letto. Non è un semplice dettaglio della camera e non è un accessorio uguale per tutti. La posizione in cui si dorme cambia quasi tutto e, se ci sono problemi come reflusso, cervicalgia o russamento, il guanciale può segnare il confine tra una notte tranquilla e una passata a rigirarsi.

Schiena, fianco o pancia in giù: il cuscino cambia con il modo in cui si dorme

La regola, in fondo, è semplice: il cuscino giusto è quello che riempie lo spazio tra testa, collo e materasso senza costringere il corpo in una postura innaturale. Chi dorme sulla schiena ha bisogno di un supporto medio, che sostenga bene la curva del collo ma senza spingere il mento in avanti, verso il petto. Per chi dorme sul fianco, invece, serve più spessore e anche un po’ più di sostegno: la distanza tra orecchio e spalla va colmata bene, altrimenti la testa cede di lato e il collo al mattino si fa sentire. Discorso diverso per chi dorme a pancia in giù, una posizione che di solito mette più sotto stress la zona cervicale. In questi casi, se proprio non si riesce a cambiare abitudine, meglio un cuscino molto basso e morbido, quasi piatto. In qualche situazione, per chi dorme supino o prono, si può anche fare a meno del guanciale. Ma se al risveglio arrivano rigidità o mal di testa, il segnale è abbastanza chiaro.

Altezza, larghezza e prova sul campo: le misure che fanno davvero la differenza

Le misure non sono un dettaglio da fissati, perché sono proprio altezza e larghezza a decidere se la colonna resta ben allineata durante la notte. Per i bambini, o per chi dorme a pancia in giù, in genere bastano cuscini bassi, fino a 10 centimetri. Chi dorme sulla schiena di solito sta bene tra 13 e 14 centimetri. Per chi riposa sul fianco si può salire attorno ai 15 centimetri. Sono indicazioni utili, certo, ma non regole rigide: contano anche la corporatura, la larghezza delle spalle e perfino quanto è rigido il materasso. La larghezza, invece, dovrebbe essere superiore a quella delle spalle, così la testa resta appoggiata bene anche quando ci si muove nel sonno. Il punto, però, è un altro: il cuscino andrebbe provato davvero, possibilmente per qualche notte. Dieci minuti in negozio dicono poco. Se c’è la possibilità di fare un reso, vale la pena sfruttarla. A casa basta controllare una cosa: se si dorme sulla schiena, lo sguardo deve restare verso il soffitto; se si dorme sul fianco, deve restare dritto, perpendicolare al materasso. Se c’è una torsione, anche lieve, il corpo la sopporta per ore e poi la trasforma in dolore.

Reflusso, cervicalgia, russamento e allergie: quando il guanciale diventa un aiuto concreto

Quando ci sono disturbi precisi, il cuscino non è più solo un appoggio: diventa un supporto mirato, anche se non sostituisce una valutazione medica. In caso di reflusso gastroesofageo, il modello più adatto è quello a cuneo, perché solleva il busto in modo stabile e limita la risalita degli acidi. Mettere due cuscini uno sopra l’altro, invece, spesso non aiuta: piega il collo e può peggiorare la zona cervicale. Per la cervicalgia può essere più utile il cuscino a onda, che accompagna la curva del collo e sostiene la nuca. Attenzione però a come si usa: la parte più alta va tenuta vicino alle spalle, altrimenti perde gran parte della sua funzione. Sul russamento conta molto anche la postura: dormire sul fianco aiuta più che stare supini, e alcuni guanciali sono studiati proprio per favorire questa posizione. Nelle apnee notturne lievi legate alla postura possono dare una mano, ma nei casi più seri il discorso cambia e il cuscino resta solo un supporto alla cura. Per chi soffre di allergie, infine, il materiale conta parecchio: meglio memory foam, lattice o schiume sintetiche di buona qualità, con fodere in cotone da lavare ad alta temperatura. Piume, lana e alcuni tessuti sintetici, nella vita di tutti i giorni, sono spesso quelli che trattengono di più acari, calore e umidità. E alla fine il punto è proprio questo: molti pensano al materasso dopo anni di sonno cattivo, quando magari il primo errore, più piccolo e più vicino alla testa, era lì da tempo.

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