Benessereblog Salute Antidepressivi e diabete di tipo 2: scoperto il legame nei giovani

Antidepressivi e diabete di tipo 2: scoperto il legame nei giovani

Antidepressivi e diabete di tipo 2: scoperto il legame nei giovani

Assumere antidepressivi in adolescenza aumenta il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2? A suggerirlo è un nuovo studio condotto dai membri della University of Maryland, secondo cui l’uso attuale (e prolungato) di inibitori della ricaptazione della serotonina – una delle principali categorie di farmaci antidepressivi – nei bambini e negli adolescenti raddoppierebbe il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto a coloro che hanno assunto tali farmaci per un breve periodo di tempo, o non li hanno assunti mai nella vita.

Lo studio, pubblicato su JAMA Pediatrics, ha esaminato i dati relativi a un campione di oltre 120.000 bambini e adolescenti, di età compresa tra 5 e 20 anni, i quali hanno sofferto di condizioni come disturbo depressivo, disordine di attenzione/iperattività e disturbi d’ansia.

Dalle analisi, la squadra avrebbe rilevato 233 casi di diabete di tipo 2, di cui 156 verificatisi durante l‘assunzione del farmaco, e 77 registrati in coloro che in precedenza hanno assunto tali farmaci. Inoltre, fra coloro che usano attualmente il farmaco, il team ha valutato che il rischio di diabete sarebbe influenzato dalla durata di utilizzo, dalla dose accumulata e dalla dose media giornaliera assunta.

L’aumento del rischio di diabete di tipo 2 in seguito all’uso prolungato di antidepressivi e di inibitori della ricaptazione della serotonina nei giovani è chiaramente supportato da questi risultati, con i dati che mostrano un effetto maggiore su quei giovani ai quali sono stati prescritti i farmaci per una maggiore durata e a dosaggi più elevate.

Sappiamo bene che l’uso a lungo termine di questi antidepressivi non è privo di rischi, per cui ulteriori ricerche dovrebbero cercare di garantire, in particolar modo per coloro che assumono tali farmaci per molto tempo, un maggiore equilibrio fra i benefici e i rischi per i pazienti.

via | ScienceDaily

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