Psicologia, vietato temporeggiare: perché rimandare compiti importanti?

La psicologia della … procrastinazione. Ecco come mai temporeggiamo di fronte a compiti importanti!

temporeggiare

Cosa spinge le persone a temporeggiare di fronte a compiti e incarichi anche molto importanti? Ad analizzare il tema sarebbero stati i membri della Carleton University di Ottawa, in Canada, i quali avrebbero appunto studiato quali potrebbero essere le emozioni e le reazioni psicologiche di coloro che tendono a temporeggiare. Se è vero infatti che, ad esempio, in vista di un esame importante, rimandare il momento dello studio riduce apparentemente la normalissima ansia che precede il test, è altrettanto vero che tale ansia si presenterà comunque amplificata non appena ci renderemo conto di dover lavorare molto più faticosamente per riuscire a recuperare il tempo sprecato.

Del resto, come emerge chiaramente da diverse ricerche, la tendenza a rimandare compiti importanti è strettamente collegata a risultati scolastici deludenti, ma non solo! Tale tendenza pare sia collegata anche a una maggiore probabilità di disoccupazione ed a salari più bassi. Insomma, rimandare le cose da fare rappresenta a tutti gli effetti una vera e propria “ferita auto-inflitta”. Ma come fare ad interrompere questo circolo vizioso?

Smettere di temporeggiare con l'auto-perdono?


Gli esperti ritengono che, invece di auto-punirsi per aver “perso del tempo prezioso”, la strategia migliore potrebbe invece essere quella di “auto-perdonarsi”. La prova sarebbe emersa da una ricerca condotta su un campione di 134 studenti (78 femmine e 58 maschi) di età compresa fra i 16 e i 56 anni.

Messi di fronte a un primo esame, una parte degli studenti ha ammesso di aver temporeggiato prima di cominciare a studiare. I “temporeggiatori” sono stati poi interrogati in merito al proprio stato d’animo di fronte alla consapevolezza di aver perso del tempo prezioso. Dopodiché, gli studenti sarebbero stati sottoposti a successivi test. Ebbene, coloro che si erano “auto-perdonati” per aver procrastinato, avrebbero corretto autonomamente il proprio comportamento negativo, e sarebbero stati meno propensi a cadere nello stesso errore nella preparazione del successivo test. "Al contrario – fanno sapere gli esperti - gli studenti che non si sono auto-perdonati, non hanno dimostrato alcun cambiamento nel proprio comportamento negativo, ed hanno continuato a temporeggiare in maniera problematica”. Sorprendente, non trovate?

Ingannare o temporeggiare?


Ma un risultato ancor più sorprendente pare sia stato registrato dai membri della DePaul University e della Case Western Reserve University. Questa volta i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di valutare la propria tendenza a temporeggiare. Dopodiché, i volontari sarebbero stati divisi in due gruppi, ed a tutti sarebbe stato chiesto di risolvere un compito di matematica. Ai membri del primo gruppo è stato però riferito che il test aveva una grande importanza ai fini di una valutazione sulle abilità cognitive, mentre a quelli del secondo gruppo, è stato detto che si trattava semplicemente di un gioco divertente. Dopodiché, a tutti i partecipanti è stata data l’opportunità di trascorrere quindici minuti esercitandosi per il compito, facendo un puzzle oppure guardando un video.

Ebbene, a quanto pare, quando il compito è stato definito “un importante test di valutazione”, i temporeggiatori avrebbero effettivamente perso tempo, e non si sarebbero dunque allenati per eseguire il test, mentre quando il test è stato definito “un gioco divertente”, i temporeggiatori non avrebbero invece perso tempo!

E’ mai possibile che le chiavi per non rimandare a domani ciò che si può (e si deve) fare oggi … siano proprio l'auto-perdono, ed un piccolo e innocente inganno?

via | Medicaldaily
Foto | da Pinterest di Praneet Raj

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