Tassa sulle bibite gassate e zuccherate, siamo alla frutta senza la frutta

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bibite zuccherate e gassate

La tassa di 3 centesimi sulle bibite gassate (lattine da 33 cl), proposta nei giorni scorsi dal Ministro della Salute Renato Balduzzi, dovrebbe servire a finanziare programmi di prevenzione e stili di vita salutari. Dalla tassa si stimano infatti ricavi per 250 milioni di euro all’anno.

Un’iniziativa sicuramente positiva per stringere in una morsa le bevande zuccherate e gassate, ma non bastano 3 centesimi su ogni lattina per disincentivarne il consumo. Piuttosto: perché non cercare di migliorare il contenuto di queste bibite? Coldiretti indubbiamente tira acqua al suo mulino, ma la sua opinione sulla tassazione delle bevande gassate è decisamente condivisibile: ci vuole più frutta.

Prendiamo le bevande al gusto di agrumi: in base ad una legge del 1961, possono essere colorate a patto di contenere il 12% di succo. Una percentuale misera. I consumatori poco attenti alle etichette si lasciano ingannare dal colore delle bevande: di un bell’arancione o verde sano. Spiega la Coldiretti:

L’aumento del succo contenuto nelle aranciate avrebbe effetti positivi per la salute con un aumento del consumo di frutta in Italia, dove un milione di persone non mangia mai frutta, secondo una analisi Coldiretti-Censis. Gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie italiane sono stati nell’ultimo anno pari a circa 347 chili, con un calo di oltre 100 chili (-22%) rispetto a dieci anni fa.

Il 23% dei genitori ha dichiarato, nell’ambito dell’indagine “Okkio alla salute”, che i figli non consumano frutta e verdura ogni giorno. Modificare le abitudini alimentari, in special modo dei giovanissimi, è difficile. Apportare delle modifiche, in chiave salutista, ai contenuti delle bevande sarebbe infinitamente più semplice. Ne trarrebbero vantaggio gli agricoltori, con maggiori quote di arance vendute, e ci guadagnerebbe la nostra salute.

Le arance, ad esempio, hanno diversi benefici: ci proteggono dalla disidratazione, riducono la percentuale di grasso corporeo e prevengono i fattori di rischio dell’ictus grazie all’alto contenuto di flavonoidi. Non basta, dunque, fare cassa. Trattandosi di un’iniziativa del Ministero della Salute, occorrono misure più radicali, che incentivino l’utilizzo di coloranti e dolcificanti naturali e di una maggiore percentuale di frutta nei succhi. Intanto, per non incorrere in bevande poco nutrienti, semplicemente colorate di arancione, vi consigliamo di scegliere sempre succhi che riportano sulla confezione la dicitura 100% e senza conservanti e zuccheri aggiunti.

Foto | Flickr

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