Solo un giorno di inquinamento può causare l'ictus


Secondo uno studio particolarmente significativo per la qualità e completezza dei dati, l'inquinamento atmosferico, anche a livelli generalmente considerati sicuri da regolamenti federali, aumenta il rischio di ictus del 34 per cento. In particolare i ricercatori hanno scoperto che il monossido di carbonio e il biossido di azoto, due sostanze inquinanti connesse con il traffico veicolare, sono strettamente legati con il rischio di ictus, suggerendo che l'inquinamento generato dal traffico veicolare può essere particolarmente importante.

L'analisi è stata condotta sulle cartelle cliniche di più di 1.700 pazienti recatisi in ospedale con chiari sintomi di ictus tra il 1999 e il 2008. La squadra di studiosi è stata in grado di stimare l'ora in cui il sintomo di ictus si è verificato e associarla con la misura oraria del particolato nell'aria. Hanno riscontrato che il picco massimo di rischio di ictus si verifica 12 - 14 ore dopo l'esposizione all'inquinamento.

Questo studio sull'inquinamento non è l'unico; già nel 2009 l' Environment Protection Agency EPA, in una sua pubblicazione affermò la relazione causale tra PM2.5 e l'impatto cardiovascolare, tra cui gli infarti ma questo è il primo studio a dimostrare che l'insorgenza di ictus può verificarsi con meno di un giorno di esposizione alle polveri sottili.

Via | Medical News Today
Foto | Flickr

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