La gastroscopia per la celiachia è sempre necessaria?

La celiachia è una celebre intolleranza alimentare al glutine. Purtroppo la diagnosi è abbastanza complessa e l’unico esame che può dimostrare la presenza della malattia è la gastroscopia.




La celiachia è la diffusa intolleranza al glutine. In questo periodo è al centro di un “caldo dibattito” perché molte persone sono risultate sensibili al glutine senza essere però celiache. Numerosi esperti quindi si stanno chiedendo se l’intolleranza esiste davvero, è così grave o la diagnosi è solo molto contagiosa? Quello che è certo è che i casi di persone intolleranti, che hanno bisogno di terapie e diete mirate, sono sempre più numerosi.

Per questa particolare intolleranza esistono diversi esami. Di solito si inizia con un prelievo del sangue per monitorare gli anticorpi specifici per la celiachia (anti trasglutaminasi, anti gliadina e anti endomisio). Purtroppo però l’unico esame che dà realmente la certezza di essere davanti a un caso celiachia è la gastroscopia con la relativa biopsia.

È un esame invasivo e abbastanza fastidioso. Ovviamente, dipende molto dal grado di tolleranza del singolo e dalla mano del medico. Di solito si dà al pazienta un sedativo in vena e si spruzza in gola della lidocaina per anestetizzare la zona. In molte strutture si fa in sedazione profonda, quindi si è incoscienti durante tutto il test, che dura per fortuna anche poco (15 minuti al massimo). La gastroscopia, nei bambini o in quegli adulti che proprio non riescono ad affrontare l’esame serenamente, può essere svolta anche in anestesia totale. Dopo la gastroscopia, il materiale prelevato deve essere analizzato da un patologo che formulerà la sua diagnosi finale.

Foto | Flickr
Via | Punto di vista celiaco

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